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Urla, rimproveri e minacce in classe: chiesta condanna a 5 anni per insegnante di sostegno

I fatti risalgono all'autunno 2022. Avrebbe preso di mira anche bimbo autistico e uno con ritardo dell'apprendimento

1 feb 2026
Urla, rimproveri e minacce in classe: chiesta condanna a 5 anni per insegnante di sostegno

Cinque anni di reclusione. È quello che ha chiesto - come riporta Il Corriere Romagna - il pm di Rimini, Davide Ercolani, nei confronti di una insegnante di sostegno 49enne, originaria di Caserta, accusata di maltrattamenti verso gli studenti di quattro classi di una scuola elementare della città romagnola. La donna - spiega il quotidiano locale - non è mai comparsa in aula davanti al collegio penale e la sentenza è attesa per inizio luglio. Gli episodi risalgono al periodo settembre-novembre del 2022, quando l'insegnante arrivò da Milano e prese servizio per la prima volta nell'istituto riminese.

Secondo l'accusa avrebbe sgridato e minacciato gli alunni, avrebbe rivolto loro frasi offensive urlando e avrebbe usato toni provocatori anche con le colleghe, in presenza dei bambini. A questi comportamenti univa atteggiamenti quasi protettivi ma prevaricatori, come colorare disegni al posto degli alunni o accompagnarli mano nella mano al bagno nonostante fossero autonomi. Ad essere presi di mira sarebbero stati, in particolare, due bambini, uno affetto da autismo e un altro da un ritardo dell'apprendimento.

Il primo, secondo quanto contestato, sarebbe stato accusato di non sapere fare nulla, fino a farlo piangere. Il secondo sarebbe stato costretto a tagliare una scheda impugnando le forbici nella mano destra, nonostante l'insegnante sapesse che era mancino. In un'altra occasione la donna avrebbe aggredito verbalmente un bambino di 6 anni solo perché si stava toccando un dente dondolante, mentre a una bambina con disabilità avrebbe rifiutato di aiutare a scrivere alla lavagna sostenendo che era solo pigra e svogliata. A inizio dicembre 2022 l'insegnante ricevette una sanzione disciplinare mentre era già a casa in malattia, dalla quale poi non è più rientrata. Le indagini dei carabinieri sono partite da un esposto presentato alla dirigente scolastica dalla famiglia di uno dei due alunni con disabilità, costituitasi parte civile. 





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