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Viaggi, monito Ue all'Italia: “Voucher non può essere unico metodo di rimborso”

Soddisfazione del Codacons. Dona (Unione Consumatori): "Restituire i soldi o scatteranno azioni legali a raffica"

3 lug 2020
Viaggi, monito Ue all'Italia: “Voucher non può essere unico metodo di rimborso”

Una doppia procedura d'infrazione è stata aperta dall'Unione Europea nei confronti di Italia e Grecia sulle modalità di rimborso ai mancati passeggeri di viaggi cancellati causa Covid. Il tema riguarda i cosiddetti voucher di importo, che vengono usati dalle compagnie di trasporto per rifondare il costo di biglietti acquistati dai passeggeri prima che scoppiasse la pandemia di coronavirus e che non sono stati utilizzati anche a seguito della chiusura dei confini. I regolamenti Ue sui diritti dei passeggeri offrono a questi ultimi la facoltà di optare tra il rimborso in denaro e altre forme di rimborso. Quindi il voucher non può essere il solo metodo di rimborso.

"Ora il governo, se non vuole andare incontro a severe sanzioni, deve modificare subito la norma relativa i rimborsi dei viaggi annullati a causa del coronavirus, prevedendo esplicitamente che la scelta tra indennizzo in denaro e voucher sia a discrezione dell'utente", ha affermato il presidente di Codacons, da cui è partito l'esposto, Carlo Rienzi. “Vanno restituiti i soldi a tutti i consumatori o scatteranno azioni legali a raffica”, ha commentato Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori.

Grecia e Spagna, inoltre, insieme ad altri otto Paesi, sono stati soggetti anche ad un'altra procedura di infrazione per le norme nazionali specifiche sui viaggi "tutto compreso" che consentono agli organizzatori di emettere voucher invece del rimborso in denaro per viaggi annullati, o di posticipare il rimborso ben oltre il periodo di 14 giorni, come stabilito nella direttiva sui viaggi tutto compreso.