Ottant'anni di Repubblica italiana, dal voto del 2 giugno 1946, un “atto di libertà senza precedenti”, lo ha definito il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel suo messaggio al Capo di Stato Maggiore della Difesa, Luciano Portolano, prima di presiedere poi le principali cerimonie della giornata, all'Altare della Patria e alla parata sui Fori Imperiali, con le massime cariche dello Stato. “Con il suffragio universale – si legge – donne e uomini, insieme per la prima volta, decisero di lasciarsi alle spalle le macerie della guerra e le nefandezze di un regime oppressivo e totalitario, per avviare la ricostruzione di un Paese libero, democratico, repubblicano”.
Nel rendere omaggio alla memoria dei militari che, combattendo la guerra di Liberazione, furono tra i protagonisti della rinascita d'Italia, restituendo alla nazione onore e libertà, anche nel suo discorso davanti al corpo diplomatico accreditato, presente anche l'ambasciatrice di San Marino in Italia Daniela Rotondaro, il presidente Mattarella ha parlato dei due principi che sarebbero divenuti il nucleo dell'articolo 11 della Costituzione italiana. Non potrà esservi vera pace, continua il capo dello Stato, fino a quando permarranno focolai di minaccia e non potrà esservi vero benessere se anche soltanto una parte dell'umanità sarà costretta a vivere nella precarietà. L'Italia, con l'Europa, conclude, è impegnata nel ripristino del valore delle regole nella vita della comunità internazionale, per uscire da una fase di permanente conflittualità, nell'edificazione di una nuova effettiva sicurezza per tutti i popoli.
Nel video l'intervento di Sergio Mattarella presidente della Repubblica