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Voto in Emilia Romagna, Zingaretti (Pd) sorprende tutti: "A Roma la Raggi non deve dimettersi"

Il segretario politico vuole l'accordo elettorale col M5S per non perdere Bonaccini e attenua gli attacchi sulla sindaca di Roma

di Francesca Biliotti
14 ott 2019
Dalla nostra corrispondente Francesca Biliotti
Dalla nostra corrispondente Francesca Biliotti

Il chiodo fisso del Partito Democratico ora è il voto regionale. In Umbria si vota a fine ottobre, ma la Regione più importante sarà l'Emilia Romagna, il prossimo 26 gennaio, e per la prima volta nella storia la vittoria del centrosinistra non è così scontata. Stefano Bonaccini, presidente uscente, è pronto alla nuova sfida elettorale, e dice di volere un centrosinistra “che si presenti al voto in un quadro più largo”, che guardi alle liste civiche e alle forze moderate, “che non si rassegnano – conclude – ad essere subalterne ai sovranisti”. Il Pd nazionale punta all'accordo col M5S, anche elettorale. Il segretario Zingaretti ha sorpreso tutti quando ha detto che la sindaca di Roma Virginia Raggi “non dovrebbe dimettersi, ma affrontare con più decisione e collegialità temi da troppo tempo irrisolti”, quando per anni il mantra del Pd romano è stato di chiedere le dimissioni di una prima cittadina che non avrebbe risolto uno solo dei problemi endemici della Capitale, a partire dai rifiuti. Le sue parole sono state interpretate come una chiara apertura verso il Movimento di Luigi Di Maio, per poter procedere insieme verso il voto regionale. Proprio a Roma intanto, giunta quasi alla fine del suo mandato, Virginia Raggi ha dato vita all'ennesimo rimpasto e lanciato a sua volta aperture al dialogo col Pd sui singoli temi, ma la distanza creata in più di 3 anni di mandato tra i 5Stelle e i Democratici sembra francamente difficile da colmare.