Eugenio Giani si conferma presidente della Toscana. Il candidato del centrosinistra, che si ripresentava, ha avuto la meglio su Alessandro Tomasi, centrodestra, con oltre 14 punti percentuali di scarto. A grande distanza, la candidata di Toscana Rossa, Antonella Bundu, al 5%.
Il Partito Democratico si conferma prima forza della Regione, col 35%, e subito dopo sale Alleanza Verdi-Sinistra che arriva al 6,2%, mentre il Movimento 5 Stelle sprofonda al 4,3%. Nell'altro schieramento molto male la Lega, sotto al 5%, che pure sperava nell'effetto Vannacci, mentre Fratelli d'Italia sale oltre il 25%. A sprofondare è anche l'affluenza, meno del 50% si è recato al voto in Toscana, il 47,73%, un crollo di ben il 14,47% rispetto al 2020, quando si era attestata sul 62%. L'affluenza è in calo ovunque, è Firenze la provincia che vota di più, mentre quelle con minor partecipazione sono invece quelle di Lucca, Massa Carrara e Livorno.
Intanto cresce il pressing di Confindustria sul governo in vista del varo della manovra di bilancio. Per Emanuele Orsini manca la parola crescita, “è fondamentale per creare certezza – ha detto il presidente degli industriali – Apprezzo il lavoro fatto dal ministro Giorgetti sul contenimento dei conti pubblici, ma la crescita si fa con investimenti, che ci servono per essere competitivi”. E anche Assolombarda chiede più coraggio, e che da parte del governo si aspettano di più sul fronte innovazione.