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Webfilm Riccione, assessore Caldari: "Vogliamo parlare ai giovani. Il prodotto non vuole rispecchiare la città"

di Filippo Campo Antico
7 ago 2019
Un "frame" del lungometraggio

Riccione”. È questo il titolo del webfilm con i maggiori creators del digitale, finanziato da Rai pubblicità. Ha suscitato polemiche e accuse di sessismo e omofobia. L'intento promozionale della città di Riccione, inizialmente frainteso, è stato smentito dall'assessore al turismo Stefano Caldari che ha sottolineato la volontà di parlare ai giovani e far divertire con un prodotto per il web. "Un concentrato di macchiette, stereotipi, omofobia”. È questa la dura reazione di Marco Tonti, presidente dell'Arcigay Rimini, irritato dalla parodia di un omosessuale nelle scene iniziali. La Rai, che ha sovvenzionato il progetto, ha voluto precisare lo stile comico dei protagonisti caratterizzato dalla sottolineatura di luoghi comuni e proprio del mondo digitale. "Il film non vuole rappresentare in modo realistico Riccione", concludono da Viale Mazzini.