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Annessione Cisgiordania: a rischio la normalizzazione tra Israele e Paesi del Golfo

La corrispondenza settimanale di Elisabetta Norzi

21 giu 2020

La normalizzazione tra i Paesi del Golfo ed Israele è a rischio e si indebolisce via via che si avvicina il primo luglio, quando il Premier israeliano Benjamin Netanyau ha annunciato di voler procedere all'annessione di parte della Cisgiordania. E l'ambasciatore degli Emirati Arabi negli Stati Uniti, Yousef Al Otaiba, in una intervista rilasciata al quotidiano emiratino The National, ha spiegato perché si sia rivolto direttamente agli israeliani, con un articolo senza precedenti, pubblicato in lingua ebraica su uno dei principali giornali del Paese. Al Otaiba, stretto consigliere del principe ereditario di Abu Dhabi, Mohammed bin Zayed, ha sottolineato, in un appello diretto a tutti gli israeliani perché facciano pressione sul Governo, come l'annessione annullerebbe definitivamente le aspirazioni israeliane a migliorare i legami di sicurezza, economici e culturali con il mondo arabo. Negli ultimi anni la normalizzazione con Israele qui è stata evidente, anche se i rapporti non sono ufficiali. A partire dalla costruzione di una sinagoga, ad Abu Dhabi, alla partecipazione di Israele ad Expo 2020 (il padiglione non avrà né muri né confini, un invito a migliorare il futuro insieme), fino all'apertura a Dubai di un servizio di ristorazione kasher per la comunità ebraica che, almeno prima del Covid-19, era in aumento. Alle dichiarazioni dell'Ambasciatore sono seguite quelle, analoghe, di alti funzionari della Giordania, dell'Egitto e dell'Arabia Saudita. L'annessione rappresenta "una pericolosa escalation che minaccia le possibilità di riprendere il processo di pace e che mina la stabilità di tutta la regione" ha detto il ministro degli Esteri saudita, Faisal bin Farhan. E se da una parte c'è chi sostiene come la mossa di Al Otaiba sia un grande passo, poiché smentisce uno degli argomenti principali di chi è a favore dell'annessione, e cioè che la questione palestinese abbia perso significato nella regione, l'Autorità palestinese ha invece sottolineato come i Paesi del Golfo si siano allontanati da tempo dal sostegno storico per la loro causa. E ha rifiutato gli aiuti che per la seconda volta in tre settimane, gli Emirati hanno inviato in Israele: l’atterraggio degli aerei Etihad da Abu Dhabi a Tel Aviv, primi voli diretti nella storia, con a bordo forniture mediche per la lotta al Covid-19, poiché non coordinati con la Palestina sono una copertura, ha dichiarato l'Autorità palestinese, e la prova della normalizzazione delle relazioni tra i due Paesi.

Elisabetta Norzi