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Attacco russo su Kiev, Zelensky: "Con sostegno partner avremmo salvato più vite"

Il bilancio delle vittime del raid sale a 21. Distrutto anche un magazzino della Croce Rossa con due milioni di dollari in aiuti umanitari

di Pierluigi Mandoi
2 lug 2026

È stato definito l’attacco più massiccio contro la capitale ucraina dall’inizio della guerra: 70 missili e 500 droni russi hanno squarciato nella notte tra mercoledì e giovedì il cielo di Kiev e si sono abbattuti contro strutture civili, compresi grattacieli e un pronto soccorso. Ingente il bilancio delle vittime: 21 i morti, 86 i feriti tra cui cinque operatori sanitari. Distrutto anche il magazzino della croce rossa, facendo andare in fumo aiuti umanitari per due milioni di dollari. “Hai paura che tutto stia per crollarti addosso e che tu rimanga intrappolato sotto le macerie. Era terrificante, assolutamente terrificante. Un'esplosione dopo l'altra, una dopo l'altra. Ci sono stati quattro colpi diretti su edifici residenziali. Volevano uccidere persone—quello era il loro unico obiettivo”, dichiara una residente di Kiev. 

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, visitando nel pomeriggio i luoghi dei bombardamenti, ha dichiarato che Kiev “sicuramente” reagirà agli attacchi. Ha però anche bacchettato i paesi alleati: “Con il loro sostegno avremmo potuto salvare più vite”. La richiesta ufficiale agli Stati Uniti è quella di poter produrre in Ucraina i sistemi di difesa aerea Patriot.

E mentre l’Alta rappresentante europea Kaja Kallas chiede nuove sanzioni contro Mosca, dal Cremlino il portavoce Dmitry Peskov ha promesso di continuare a far crescere la pressione militare su Kiev, affinché la Russia possa raggiungere i suoi obiettivi.





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