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Brexit Day, i festeggiamenti a Londra per il ritorno allo "splendido isolamento"

1 feb 2020
Le immagini dei festeggiamenti a Londra per la Brexit

Il countdown sulla facciata di Downing Street ha segnato il saluto della Gran Bretagna all'Unione Europea. La Brexit è così diventata realtà nella notte, fra i festeggiamenti colorati e il boato del popolo euroscettico riunito in folla a Londra. Il suggello del Brexit Day è arrivato dall'uomo che aveva già condotto in prima fila la campagna pro Leave del referendum del giugno 2016: Boris Johnson. In un messaggio alla nazione il primo ministro Tory ha fatto sfoggio di ottimismo e richiamato all'unità un Paese profondamente lacerato, anche se in maggioranza forse sollevato dalla sensazione di aver dato almeno un primo taglio alle incertezze. Ha definito questo passaggio - comunque epocale - "l'alba di una nuova era", che "non segna una fine, ma un inizio". Ha rivendicato l'addio come "una scelta sana e democratica" sancita "due volte dal giudizio del popolo", tanto nel 2016 quanto alle elezioni del dicembre scorso. Senza dimenticare di citare una "cooperazione amichevole" di buon vicinato con gli ex partner dell'Ue.

Rimangono l'amarezza di chi non voleva questo epilogo - diversi i “remainer” non pentiti scesi in piazza, rappresentanza di una fetta ampia di Paese che continua a non condividere la scelta - e le incognite del futuro. A iniziare dal cruciale negoziato, da chiudere nei soli 11 mesi di transizione che Londra intende concedersi sino al 31 dicembre 2020 sulle relazioni post divorzio - commerciali in primis - con i 27; e dalle scommesse sulle parallele intese di libero scambio auspicate con gli Usa e con altre potenze terze. Il popolo del “no” si è invece radunato soprattutto la Scozia, dove la piazza di Edimburgo ha risposto a quella di Londra e la first minister indipendentista Nicola Sturgeon è tornata a invocare l'obiettivo di un secondo referendum secessionista.