Cremlino: confermato il dispiegamento di nucleari tattiche in Bielorussia

La reazione dell'Occidente – è stato sottolineato – “non può influenzare i piani della Russia”. Pechino frena. Kiev invoca una riunione d'urgenza del Consiglio di Sicurezza dell'ONU

Un Donald Trump senza filtri, ha aperto la campagna per le Presidenziali. Prima tappa in Texas, a Waco, dove 30 anni fa una lunga operazione di polizia, contro una setta religiosa anti-governativa, si concluse con un incendio nel quale perirono 86 persone. Palese, per molti commentatori, la suggestione del magnate: accostare quei fatti tragici all'assedio giudiziario nei suoi confronti. E' poi tornato ad attaccare l'Amministrazione Biden sulle strategie di politica estera; sostenendo di essere l'unico candidato in grado di far cessare la guerra in Ucraina in 24 ore. Sarà uno dei temi caldi della prossima corsa alla Casa Bianca, insomma. Visti anche i feedback dell'opinione pubblica: stando ai sondaggi sembrerebbe crescere una certa riluttanza, riguardo il massiccio supporto fino ad ora garantito al Paese aggredito.

A Kiev evidentemente vi è consapevolezza, di questi rischi; e al contempo è percepita la necessità di tenere unito il fronte interno, evitando cali di tensione. “Non si può essere mentalmente lontani dalla guerra”, ha sottolineato Zelensky, nel consueto videomessaggio serale. Nei giorni scorsi il Presidente aveva anche dichiarato come non fosse ancora possibile lanciare una controffensiva; “stiamo ancora aspettando le munizioni dai nostri partner”. Da non escludere la cosiddetta “maskirovka”: confondere il nemico, celando le proprie reali intenzioni. In una fase nella quale è prioritario rompere lo schema del conflitto di logoramento: che rischia di depauperare in modo irreparabile gli organici ucraini. Ma a Bakhmut la situazione resta critica, con le rimanenti porzioni di abitato - in mano ai difensori - progressivamente erose dalla spinta russa. Tentativo di accerchiamento anche ad Avdiivka.

Le forze di Kiev rispondono, in alcuni casi, con azioni di guerriglia dietro le linee. Esplosione questa mattina a Mariupol; a saltare in aria – stando a fonti separatiste – l'auto del capo della polizia; che sarebbe comunque sopravvissuto. Dall'Ucraina nel frattempo la richiesta di una riunione d'urgenza del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, sull'annunciato dispiegamento di armi nucleari tattiche russe in Bielorussia. Si procederà – ha fatto sapere il Cremlino –, indipendentemente dalla reazione dell'Occidente. Ma Pechino frena; invitando piuttosto tutte le parti a “concentrarsi sugli sforzi diplomatici per risolvere pacificamente la crisi”.

[Banner_Google_ADS]

I più letti della settimana:

Questo sito fa uso di cookie, anche di terze parti, necessari al funzionamento e utili alle finalità illustrate nella privacy e cookie policy.
Per maggiori dettagli o negare il consenso a tutti o alcuni cookie consulta la nostra privacy & cookie policy