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Crisi europea dell'automobile, l'economista Adani: "L'Europa vive un illusione"

“La Cina – evidenzia – storicamente è sempre stata una grande realtà manifatturiera che vuole ritornare al posto che ha sempre considerato spettargli"

di Giacomo Barducci
15 giu 2026
Nel servizio l'intervista a Mattia Adani (Economista)Nel servizio l'intervista a Mattia Adani (Economista)
Nel servizio l'intervista a Mattia Adani (Economista)

"La crisi del mercato dell'automobile europea sta entrando in una fase nuova, in cui noi, che normalmente eravamo quelli che esportavano, che producevano, diventiamo terreno, se vogliamo, di conquista, non solo dal punto di vista del mercato, ma anche di assemblaggio". È l'analisi dell'economista Mattia Adani sul settore industriale europeo: "A dire la verità, imprese extra europee in Europa ci sono sempre state. La differenza che c'è oggi è che, mentre nel passato loro venivano da noi, ma noi andavamo da loro anche, in questa fase le case costruttive europee sono in ritirata e siamo solo oggetto di investimento da altri".

Di per se, aggiunge, è una buona notizia: "Se l'alternativa è chiudere le fabbriche, è molto meglio avere, come dire, investimento estero che le tiene in piedi, quindi bene che ci siano investimenti esteri, dobbiamo stare attenti. Il caso Electrolux, se vogliamo, esemplifica i rischi".

La concorrenza cinese, aggiunge Adani, paradossalmente non sta vincendo solo per i prezzi più bassi, ma anche per l'alta qualità dei prodotti. “La Cina – evidenzia – storicamente è sempre stata una grande realtà manifatturiera che vuole ritornare al posto che ha sempre considerato spettargli”.

Non è però tutto perduto, afferma Adani: “L'Europa vive un illusione perché pensiamo di poter sostenere contemporaneamente standard sociali e ambientali molto più alti, avere frontiere aperte e tenere un'industria competitiva. Di queste cose purtroppo ne possiamo avere due su tre”.

Nel servizio l'intervista a Mattia Adani (Economista)





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