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Crisi israelo-palestinese: “stallo” al Consiglio di Sicurezza ONU. Non si fermano i bombardamenti su Gaza

Secondo l'Autorità Nazionale Palestinese – che parla di “aggressione israeliana” - sarebbero 220 le vittime, nell'ultima settimana. Proseguono, intanto, i lanci di razzi delle milizie dalla Striscia

17 mag 2021
Crisi israelo-palestinese: “stallo” al Consiglio di Sicurezza ONU. Non si fermano i bombardamenti su Gaza
Crisi israelo-palestinese: “stallo” al Consiglio di Sicurezza ONU. Non si fermano i bombardamenti su Gaza

“Andremo avanti fin quando è necessario”, ha dichiarato Netanyahu. Parole che – oltre a certificare quanto sia improbabile a breve una tregua, sulla quale insiste in particolare l'Egitto – mettono in ulteriore difficoltà l'Amministrazione statunitense, già criticata duramente, su questo dossier, da esponenti dell'ala sinistra Dem. Fino ad ora senza esito, infatti, i richiami alla moderazione, da parte di Biden, al Premier israeliano. Nonostante ciò Washington ha ribadito – ieri, all'ONU - il proprio sostegno incondizionato allo Stato ebraico, di fatto vanificando una dichiarazione comune del Consiglio di sicurezza per un cessate-il-fuoco. Stiamo “lavorando instancabilmente attraverso i canali diplomatici” per la fine delle ostilità, ha assicurato dal canto suo l'ambasciatrice americana. Fatto sta che i bombardamenti su Gaza proseguono, con l'obiettivo di “decapitare” la leadership di Hamas e Jihad islamica. Utilizzate anche le artiglierie. E c'è chi sottolinea come sia difficile, in un'area fra le più popolate al mondo, limitare i “danni collaterali”.

Termine asettico, che si traduce in famiglie intere di palestinesi spazzate via. Lo Stato ebraico parla tuttavia dell'utilizzo di civili come “scudi umani”, e denuncia continui lanci di razzi da parte delle milizie; con la popolazione costretta a nascondersi nei rifugi e uno stillicidio di vittime. Ancor più preoccupante, probabilmente, per le autorità israeliane, lo scenario da guerra civile nelle città a popolazione mista. Ad innescare la crisi, come è noto, gli annunciati sgomberi a Gerusalemme Est, e i fatti alla Moschea al Aqsa. Tutto ciò ha indotto la leadership politica araba di Israele a proclamare per domani uno sciopero generale; mentre il Presidente palestinese Abu Mazen chiede all'inviato statunitense che si intervenga per mettere fine – afferma - “alle aggressioni di Israele”. Il segretario di Stato Usa Antony Blinken ha chiesto intanto a Israele di precisare la “giustificazione” dell'attacco all'edificio di Gaza sede di alcuni media, tra cui AP e Al Jazeera. Di oggi anche una telefonata fra Netanyahu e la cancelliera Merkel, che ha assicurato la solidarietà del proprio Governo allo Stato ebraico.





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