Logo San Marino RTV

Cuba, turismo in crisi profonda: diverse catene alberghiere lasciano l’isola

Il governo ammette la paralisi del settore: chiuso il 73% degli hotel e 25mila posti di lavoro a rischio. Sanzioni statunitensi, emergenza energetica e calo dei visitatori aggravano la situazione

30 lug 2026
Cuba, turismo in crisi profonda: diverse catene alberghiere lasciano l’isola

Il turismo cubano, uno dei principali motori dell’economia nazionale, attraversa una crisi senza precedenti. Il governo dell’Avana ha riconosciuto l’uscita dall’isola di sette catene internazionali che gestivano complessivamente il 46% delle oltre 80mila camere disponibili. Tra i gruppi coinvolti figurano Meliá, Iberostar, Barceló, Blue Diamond, Archipelago International e ATG.

Il primo ministro Manuel Marrero ha parlato di una "paralisi quasi totale": il 73% delle strutture alberghiere risulterebbe chiuso e circa 25mila posti di lavoro sarebbero a rischio. L’esecutivo attribuisce il tracollo all’inasprimento delle pressioni statunitensi, al blocco delle forniture petrolifere e al timore di sanzioni secondarie per le imprese straniere. Anche fonti ufficiali cubane hanno ammesso che gran parte dei poli turistici ha dovuto fermare le attività.

Ma il ritiro degli operatori si inserisce in un quadro già compromesso da blackout, scarsità di carburante, acqua e forniture, riduzione dei collegamenti aerei e difficoltà nell’accesso ai grandi sistemi internazionali di prenotazione. Meliá ha motivato la propria uscita con problemi economici, legali e operativi; analoghe decisioni sono state annunciate da Iberostar e Barceló. Nei primi quattro mesi del 2026 gli arrivi internazionali sono diminuiti del 56% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

L’Avana continua a presentare Cuba come una destinazione aperta e cerca nuovi investitori e modalità di gestione. Tuttavia, con un Pil diminuito del 15% in sei anni, la perdita di capitali, competenze e reti commerciali internazionali rischia di indebolire ulteriormente un settore essenziale per l’occupazione e l’ingresso di valuta estera.

Nel Consiglio Grande e Generale di luglio, proprio per queste ragioni, l’Aula ha approvato un ordine del giorno, inizialmente proposto da Libera e poi condiviso dalla maggioranza, da Rete e dalle consigliere indipendenti, che impegna il Segretario di Stato agli Esteri a promuovere nelle sedi diplomatiche la cessazione dell’embargo contro Cuba, posizione storicamente sostenuta da San Marino.






Riproduzione riservata ©