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Dario Fabbri: da non escludere la possibilità di un “impantanamento” USA in Venezuela

La popolazione – sottolinea il Direttore di Domino –, non è favorevole ad essere dominata dagli statunitensi. Di questo e di altri temi si parlerà il 13 gennaio nella prima puntata della nuova stagione de "Il Grande Gioco"

9 gen 2026

Dario Fabbri ricorda innanzitutto come “il regime di Caracas, “al di là della sua decapitazione - cioè quindi il rapimento di Maduro” -, sia “in questo momento sotto un embargo totale da parte statunitense, sia dal cielo che dal mare”. “Quindi – continua il Direttore di Domino - non può muoversi in nessun modo; cioè ciò di cui campava male, la vendita degli idrocarburi, cioè di petrolio, quasi esclusivamente verso la Cina, non la può realizzare, quindi è costretto in questo momento ad accettare la posizione statunitense”. Sguardo allora al futuro; quando gli statunitensi dovranno allentare la pressione militare intorno al Paese caraibico. Cosa potrà succedere? “Una buona parte del regime – spiega Fabbri - non è favorevole a collaborare con gli statunitensi, perché non lo è la popolazione favorevole ad essere così dominata dai gringos, come li chiamano loro. Allora a quel punto gli statunitensi dovranno decidere se passare alla fase successiva, che può essere di qualsiasi tipo, anche i famosi stivali sul terreno. Soltanto poche ore fa Trump, nell'intervista al New York Times, ha detto staremo in Venezuela anni e non ha escluso in nessun suo intervento di utilizzare militari laggiù; quindi anche la possibilità di un impantanamento vero per gli stati Uniti non è lontana, non al momento, ma non la possiamo escludere nel medio periodo o anche subito dopo l'immediato”.





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