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Dazi, Marco Scotti direttore Affaritaliani: "Partita Stati Uniti - EU ancora al primo tempo"

Dazi che sicuramente avranno un importante impatto economico sulle famiglie europee con un effetto indiretto, spiega Scotti, anche sui mutui.

di Giacomo Barducci
23 lug 2025

Dopo l'accordo con il Giappone l'Europa è forse l'ultimo grande che manca per quanto riguarda un'intesa sui dazi con Trump: "Adesso sappiamo che il 1° agosto - spiega Marco Scotti, direttore Affaritaliani - dovrebbe esserci la scadenza di quello che è l'ultimatum di Trump, per cui se non ci saranno ultimi raccordi il 1° agosto scatteranno dazi al 30%. La percezione che si ha abbastanza diffusamente nella comunità finanziaria è che invece un accordo alla fine lo si troverà probabilmente ricalcando quello che è stato quanto fatto con il Giappone, quindi un 15% di dazi, che sarebbe comunque una gran mazzata, è giusto dirlo, certo non è il 30% ma il 15% rispetto all'attuale 10% o che si va a sommare all'attuale 50% ad esempio nell'acciaio, diventa veramente una cosa di rilievo". "L'impressione - aggiunge - è che questo scatterà dopo il 1° agosto, cioè che ci sarà ancora spazio per tavoli negoziali di diverso tipo e che di conseguenza la partita tra gli Stati Uniti e l'Europa non è per niente finita, anzi è soltanto probabilmente alla fine del primo tempo".

Dazi che sicuramente avranno un importante impatto economico sulle famiglie europee con un effetto indiretto, spiega Scotti, anche sui mutui: "I dazi di Trump costringeranno le imprese che operano dall'Europa verso gli Stati Uniti ad aumentare i prezzi e quindi negli Stati Uniti ci sarà un incremento dei prezzi, ma è ovvio che una riduzione di quella che è la produzione degli Stati Uniti comporterà un incremento dei prezzi e quindi un'inflazione anche in Europa e nel nostro Paese. Se questo dovesse effettivamente verificarsi - fa notare Scotti - a quel punto l'unica arma in mano alla BCE per ridurre gli effetti inflazionistici, un po' come è successo nel 2021-22, sarebbe quello di aumentare i tassi. Di conseguenza in modo indiretto si potrebbe riavere un incremento del costo di mutui, soprattutto per chi ha un tasso variabile e non un tasso fisso, quindi in questo caso sì, potrebbe esserci un grave problema anche per chi ha acquistato casa e non ha nulla poi a che vedere con i meccanismi dei dazi".

Nel servizio l'intervista a Marco Scotti (Direttore Affaritaliani)






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