La Russia ha ripreso gli attacchi su Kiev dopo tre giorni di tregua, coincisi con la visita a Mosca e a Kiev degli inviati Usa Jared Kushner e Steve Witkoff, ricevuti rispettivamente dal presidente russo Vladimir Putin e da quello ucraino Volodimir Zelensky. Nella notte la capitale ucraina è stata colpita da quello che Zelensky ha definito su X un "attacco complesso" con missili balistici, da crociera e antinave, oltre che con droni, con danni ingenti alle infrastrutture civili in diverse regioni.
A Kiev l'attacco ha causato almeno due morti e dieci feriti; altri due feriti sono stati segnalati a Kharkiv, dove è stato colpito un palazzo. Colpiti anche un treno fermo in una stazione della regione di Sumy - senza vittime - e un mercato a Odessa, oltre alle aree di Zaporizhzhia e Dnipro. Zelensky ha reso noto che la contraerea ucraina ha abbattuto 175 obiettivi nel corso della notte, sottolineando le difficoltà nell'intercettare i missili balistici: "Nonostante gli ottimi risultati ottenuti contro i missili da crociera, i missili balistici rimangono particolarmente difficili da intercettare e ogni giorno spieghiamo ai nostri partner la necessità di disporre di intercettori", ha detto.
Sul fronte russo, la città di Saratov è stata colpita da un attacco con droni attribuito alle forze ucraine: lo ha riferito il governatore della regione, Roman Busargin, citato dall'agenzia Tass. Almeno dieci persone sono rimaste ferite, tra cui tre bambini; sei sono state ricoverate in ospedale, apparentemente senza pericolo di vita. Busargin ha parlato di danni alle infrastrutture civili e di segnalazioni preliminari di ulteriori vittime, aggiungendo che tutti i servizi di emergenza sono al lavoro sul posto.
Si teme che il bilancio delle vittime dei raid di questa notte sia destinato ad aumentare.