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Drone esplode al confine con la Bulgaria, Sofia: "era di un tipo ampiamente utilizzato dall'esercito ucraino"

Intanto non si fermano le ostilità, Mosca rivendica nuove conquiste. Allarme di Zelensky: "non abbiamo più centrali intatte"

di Laura Bonaiuti
8 ago 2026

Un drone proveniente dalla Romania è esploso vicino a un gasdotto bulgaro. Fonti di Sofia, dopo aver convocato una riunione urgente, hanno precisato che l’episodio sarà approfondito e discusso anche in sede Nato, al pari di incidenti analoghi recenti denunciati da Paesi come Romania o Polonia: in alcuni casi con sospetti indirizzati verso la Russia. Anche se il drone esploso, dichiara il Ministero della Difesa bulgaro, "era di un tipo ampiamente utilizzato dall'esercito ucraino". Crescono i sospetti.

"Non ci sono state vittime, né danni agli edifici circostanti", ha confermato il premier bulgaro Radev, sottolineando che la deflagrazione è avvenuta vicinissimo al confine: appena 100 metri entro il territorio della Bulgaria. Il primo ministro ha affermato che "il suono del drone è stato rilevato dalla polizia di frontiera romena", subito prima del boato dello scoppio. Mentre non vi sono stati, a detta di Radev, preavvisi da parte delle strutture di monitoraggio della Nato. L'area in cui sono caduti i detriti è stata intanto cordonata.

Intanto, il presidente Zelensky lancia l'allarme: "non abbiamo più centrali termoelettriche intatte" sul territorio, dopo l'escalation di attacchi condotti con droni e missili balistici dalla Russia. Una richiesta d'aiuto che il premier fa a margine di una visita in Serbia, uno dei Paesi europei più vicini a Mosca, e di un vertice con il collega serbo Vucic.

Zelensky ha quindi lanciato un allarme in vista della prossima stagione invernale nel suo Paese, soprattutto se la guerra dovesse proseguire. Vladimir Putin, ha poi accusato, "vuole rendere le vite degli ucraini insopportabili".

Zelensky tra l'altro ha ringraziato il Senato americano per l'approvazione delle sanzioni contro la Russia, disegno di legge che, dichiara, “aiuta certamente ad aumentare la pressione sull'aggressore per porre fine a questa folle guerra contro la nostra indipendenza e il nostro popolo", “apprezziamo il supporto che gli Stati Uniti stanno fornendo all'Ucraina. E proprio ora, con Putin che sta facendo la sua ultima scommessa sui missili balistici per prolungare la guerra e mentre noi stiamo cercando in ogni angolo e anfratto con tanta difficoltà i missili Patriot per proteggerci, è estremamente importante ogni segnale a sostegno della difesa delle vite e per porre fine alla guerra il prima possibile”.

Tuttavia non si fermano le ostilità. La Russia ha rivendicato la conquista di un'altra area ucraina, nella regione di Kharkiv, e di aver colpito una nave cargo nel Mar Nero, al largo di Odessa, con a bordo "armi destinate alle forze ucraine". Kiev ha riferito di attacchi dal cielo portati nell'ultima notte da "151 droni e sei missili" russi contro 12 diverse località, in parte intercettati o finiti "fuori bersaglio".






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