Nuovi segnali di escalation militare e tensioni interne in Iran. Nella mattinata di mercoledì diversi paesi del Golfo hanno annunciato di aver intercettato droni e missili diretti verso il loro territorio. Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar e Kuwait hanno confermato le operazioni di difesa: secondo Riyadh sono stati abbattuti venti droni e sette missili balistici, mentre il Kuwait ha riferito di aver distrutto otto velivoli senza pilota.
Intanto si moltiplicano le indiscrezioni sulle condizioni della nuova Guida suprema iraniana, Mojtaba Khamenei. Secondo il The New York Times, che cita funzionari iraniani rimasti anonimi, Khamenei sarebbe stato ferito a una gamba nei primi giorni del conflitto, forse durante il bombardamento del 28 febbraio in cui è stato ucciso suo padre, Ali Khamenei. Da allora il nuovo leader non è mai apparso in pubblico e si troverebbe in un luogo segreto, mentre Israele e Stati Uniti hanno dichiarato di volerlo individuare.
Sul fronte interno il regime iraniano ha lanciato un duro avvertimento. Il capo della polizia Ahmad-Reza Radan ha dichiarato che chiunque tenterà di protestare contro il governo "sarà trattato come un nemico".
Sul piano militare continuano i bombardamenti statunitensi e israeliani sull’Iran, mentre resta alta la tensione nello Stretto di Hormuz, dove il traffico marittimo e le esportazioni di petrolio dei paesi del Golfo risultano quasi paralizzati. Il presidente americano Donald Trump ha avvertito Teheran di non posizionare mine navali nello stretto, dopo notizie circolate nei media statunitensi. Nel frattempo sia Trump sia il premier israeliano Benjamin Netanyahu hanno più volte invitato gli iraniani a ribellarsi al regime.
Qui l'ultima puntata de Il Grande Gioco intitolata "Trappola persiana?"