È partita la missione Artemis II, che segna il ritorno dell'uomo alla Luna a 54 anni dalla chiusura del programma Apollo. Il razzo Space Launch System è stato lanciato puntualmente e sta portando la navetta Orion verso l'orbita lunare. A bordo ci sono tre astronauti Usa e uno canadese. Per dieci giorni lavoreranno sulla navetta, alimentata da un modulo costruito dall'Esa.
"La seconda missione del programma Artemis - spiega Matteo Marini, giornalista ed esperto di astronomia - è, come la prima, una missione di test. La cosa importante, storica, è che questa volta il test sarà fatto con degli astronauti a bordo. Quindi l'equipaggio, il primo equipaggio dal 1972, per la prima volta si torna verso la Luna, cioè degli esseri umani arriveranno dalle parti del nostro satellite naturale. E che cosa faranno? Non scenderanno, quindi non ci sarà un allunaggio, ma si girerà attorno, non si entrerà nemmeno tecnicamente in orbita. Praticamente si tratta di una traiettoria di ritorno libero, per cui dalla Terra si arriva verso la Luna, si gira attorno, si compie un otto, fondamentalmente, e si ritorna verso la Terra".
La missione, spiega Matteo Marini, sarà utile le future missioni del programma Artemis, che sono quelle che invece porteranno per la prima volta, dopo oltre 50 anni, gli astronauti di nuovo sul suolo lunare nel 2028.
Nel servizio l'intervista a Matteo Marini (Giornalista)