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Emergenza Yemen: escalation di violenza

La corrispondenza settimanale di Elisabetta Norzi

16 mar 2020

In questi giorni, durante i quali l'attenzione del mondo è tutta rivolta al coronavirus, gli Emirati Arabi, attraverso le parole del Ministro degli Esteri Anwar Gargash, denunciano anche un'altra emergenza che si sta facendo sempre più grave: la guerra in Yemen. L'inviato dell'Onu Martin Griffiths ha chiesto di fermare subito i combattimenti, prima che il Paese scivoli di nuovo in un conflitto su vasta scala. Gli scontri, tra i ribelli sciiti Houti sostenuti dall'Iran e le forze fedeli al presidente yemenita Hadi, appoggiate dalla colazione araba a guida Saudita, sono infatti ripresi violenti. In diverse zone del Paese, sia nelle aree settentrionali di al-Jawf e Sa’ada, vicino al confine con l'Arabia Saudita, sia intorno ad Hodeida, governatorato di vitale importanza per l'ingresso degli aiuti umanitari e rifugio per milioni di yemeniti che fuggono dalle altre zone del Paese. "L'avventurismo militare e la ricerca di guadagni territoriali che abbiamo visto da metà gennaio fino ad oggi nel Nord dello Yemen – ha sottolineato Martin Griffiths - ci stanno allontanando dalla pace", che dopo gli accordi di Stoccolma del dicembre 2018 sembrava più vicina. Secondo quanto riferito dall'Ong Oxfam, l'arrivo della stagione delle piogge rischia inoltre di provocare un nuovo picco di colera, soprattutto nelle zone del Nord. “Mentre il sistema sanitario è ormai al collasso, con solo la metà delle strutture in funzione a causa dei bombardamenti e degli scontri degli ultimi anni – ha sottolineato Paolo Pezzati, consulente politico per le emergenze umanitarie di Oxfam Italia - il numero di contagi potrebbe aumentare in aprile e sarebbe l’ennesimo colpo per un popolo che ha già sofferto orrori indicibili”. Così anche l'Unicef che ha definito la vita nello Yemen come "un inferno vivente" per i bambini, con 30.000 giovani che muoiono ogni anno di malnutrizione e 4,7 milioni che richiedono assistenza educativa. "Speravamo che la pace potesse essere vicina- ha detto Sara Beysolow Nyanti, rappresentante in Yemen per l'Unicef -, ma la preoccupante escalation di violenza è un duro colpo per i bambini che continuano a portare il carico più pesante del conflitto". E se il coronavirus, come ha sottolineato la Croce Rossa Internazionale, raggiungesse le zone di guerra, come lo Yemen, la sua diffusione sarebbe impossibile da gestire.

Elisabetta Norzi