CORRISPONDENZA

Emirati Arabi: Cloud Seeding, il prossimo passo sono le nuvole artificiali

La corrispondenza settimanale di Elisabetta Norzi

Sarà pioggia naturale o pioggia artificiale? Ogni volta che piove, qui negli Emirati Arabi, ci chiediamo, guardando il cielo un po’ stupiti e un po’ spaventati, se l’acqua che cade sia frutto del lancio dei razzi che “inseminano” le nubi oppure no. La domanda non è così scontata, visto che anche gli esperti, riuniti ad Abu Dhabi in occasione di un forum dedicato interamente alla pioggia (l’International Rain Enhancement Forum), non sanno dare un risposta precisa. L’unica certezza, hanno confermato, è che senza le nuvole non si possono fare partire i razzi per il Cloud Seeding e che questa pratica può aumentare del 30-35% l’intensità delle piogge. Per questo, il prossimo passo, al quale qui negli Emirati Arabi si sta già lavorando, è quello di trovare un sistema per creare maggiori perturbazioni, ovvero più nuvole. Come? Intervenendo sulle correnti di aria calda. Omar Al Yazeedi, uno dei principali meteorologi del Paese, ha affermato che sono attualmente in corso ricerche per dare vita a nuvole artificiali, riscaldando strati di aria con l’energia solare. Quando una corrente calda raggiunge il punto di condensazione, ha spiegato in parole molto semplici Al Yazeedi al quotidiano The National, potrebbe infatti formarsi una nuova nuvola.

Questo non è l’unico progetto allo studio per generare più pioggia. Ogni anno, già dal 2015, il Governo emiratino stanzia 5 milioni di dollari per la ricerca in questo campo, con un bando aperto a tutti gli scienziati e meteorologi del mondo.  Ma diamo una occhiata ai numeri: nel 2017 il National Center of Meteorology ha registrato negli Emirati Arabi una piovosità media annua di 107 mm, che è scesa di 47 mm nel 2018 e aumentata a 101 mm nel 2019. Lo scorso anno sono state effettuate 247 operazioni di Cloud Seeding, mentre in questo 2020 le operazioni sono state 17. Intanto, noi cittadini, osservando il cielo di questo inverno straordinariamente freddo rispetto al solito, ci auguriamo che il sistema di drenaggio sotterraneo di Dubai, progetto in via di costruzione, possa mitigare gli effetti di quelle che, qui nel deserto, risultano vere e proprie alluvioni, con danni non indifferenti.  

Elisabetta Norzi

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