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Emirati Arabi: tra riforme e ricerca, riparte il turismo

La corrispondenza settimanale di Elisabetta Norzi

12 lug 2020

Emirati Arabi: tra riforme e ricerca, riparte il turismo "Dubai is open", la scritta è comparsa perfino sulle maglie e negli stadi delle squadre di calcio sponsorizzate dalla Emirates, il Lione, il Milan, il Real Madrid, l'Arsenal, mentre il benvenuto ai turisti, riammessi nel Paese dal 7 luglio, è proiettato sulla facciata del grattacielo più alto alto del mondo, il Burj Khalifa. "Da qui alla fine dell'anno la situazione si normalizzerà e ci aspettiamo una forte crescita", ha detto il direttore generale del Dipartimento del Turismo di Dubai. Intanto il Governo prosegue con i tamponi a tappeto su tutta la popolazione: nel prossimo mese verranno fatti i test ad altri due milioni di persone, che si andranno ad aggiungere agli oltre 3 milioni già effettuati finora. L'obiettivo, come annunciato qualche mese fa, è quello di arrivare a testare tutti i 9,6 milioni di abitanti degli Emirati. Per far fronte a questa nuova fase post Covid-19, è stata presa la decisione anche di snellire il Governo, con fusioni tra enti - è prevista la chiusura del 50% dei centri di servizi governativi, che verranno digitalizzati - cambiamenti strutturali, nuove nomine o accorpamento di alcuni ministri, tra i quali quello dell’Industria e della Tecnologia Avanzata o per le piccole e medie imprese. E se la Banca centrale ha previsto una contrazione dell'economia del 3,6% per il 2020, si è deciso di puntare tutto su medicina, istruzione, commercio e turismo. Anche sul fronte della ricerca scientifica, l'impegno del Governo prosegue: è stata ottenuta la proprietà intellettuale per un trattamento innovativo con le cellule staminali per la cura del Covid-19, portata avanti da un team di medici del Centro di cellule staminali di Abu Dhabi (Abu Dhabi Stem Cell Centre), mentre è arrivato alla fase tre lo studio di un vaccino condotto dal National Biotec Group cinese, in collaborazione con la società di tecnologia emiratina Group 42. E mentre qui negli Emirati la curva dei contagi, nonostante la riapertura, è sempre sotto controllo e i casi attivi sono scesi sotto i 10.000, nei Paesi vicini la situazione ancora non migliora, tra nuovi focolai o "seconde ondate": in Arabia Saudita si contano tra i 3000 e i 5000 contagi quotidiani e i positivi non diminuiscono nemmeno in Bahrein, Kuwait e Qatar, Paese che ha registrato il numero più alto al mondo di casi per milione di persone. Le nazioni del Golfo, sono comunque tra gli Stati che hanno effettuato, in percentuale, più tamponi sulla propria popolazione.

Elisabetta Norzi