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Emirati-Germania: cooperazione e lotta all'estremismo

La corrispondenza di Elisabetta Norzi

16 giu 2019
La corrispondenza di Elisabetta Norzi
La corrispondenza di Elisabetta Norzi

Mentre un altro attacco a due petroliere, questa volta nel Golfo dell'Oman, ha fatto salire ancora la tensione tra Iran e Stati Uniti, il principe ereditario emiratino, Mohamed bin Zayed, ha concluso la sua visita in Germania. Dopo l'incontro con Angela Merkel, qui i media locali hanno evidenziato un tema su tutti: la cooperazione tra i due Paese per combattere gli estremismi e ridurre la tensione nella regione.

In questo ultimo mese di escalation di violenza, sia sul fronte iraniano che su quello yemenita, si riconferma dunque l'impegno degli Emirati, almeno a parole, per calmare i venti di guerra e promuovere la stabilità nel Golfo.

"Sono stato felice di incontrare il cancelliere tedesco Angela Merkel - ha scritto su Twitter lo Sceicco -. Condividiamo legami storici di lunga data e una solida partnership strategica. Le nostre due nazioni sono ancore di stabilità, sostenendo gli sforzi di pace globali e respingendo il terrorismo e l'estremismo".

Secondo il New Times, che gli ha dedicato di recente un approfondito articolo, sarebbe proprio Mohamed bin Zayed, 58 anni, principe ereditario di Abu Dhabi e di fatto governatore degli Emirati Arabi Uniti, il leader più potente nel mondo arabo. Se per decenni, scrive il quotidiano, è stato un alleato chiave americano, seguendo la guida di Washington, ora sta andando per la sua strada, anzi detta proprio lui la rotta, anche alla vicina Arabia Saudita dove il suo omologo e tanto discusso Mohamed bin Salman, non farebbe altro che seguire la sua linea politica.

Tra gli altri temi discussi a Berlino, la collaborazione tra Germania ed Emirati nei settori della tecnologia, dell'energia e dell'ambiente. Gli Emirati sono infatti il maggiore partner commerciale della Germania nel Golfo, con un volume complessivo di scambi di oltre 13,3 miliardi di dollari nel solo 2018.

Intanto, dopo l'esplicita accusa di Washington a Teheran per gli incidenti alle due petroliere e la conseguente impennata del prezzo del petrolio, il segretario generale del Servizio europeo per l'azione esterna, Helga Schmid, ha concluso la sua visita nei Paesi del Golfo, toccando Emirati, Oman, Qatar e Iran, dove ha lanciato un appello a nome dell'Unione Europea: occorre lavorare tutti insieme per allentare le tensioni regionali, promuovere il dialogo e in qualche modo cercare di salvaguardare l'accordo sul nucleare con l'Iran.


Elisabetta Norzi