“Sono tutti stanchi di combattere”; il cessate il fuoco “penso reggerà”: così Donald Trump. Il rischio tuttavia è che quella sulle macerie di Gaza si riveli una pace “con il fiato corto”; visto anche quanto accaduto nelle ultime ore. Fonti mediche della Striscia hanno registrato l'uccisione di 19 palestinesi, in attacchi aerei delle IDF che sarebbero proseguiti anche dopo l'annunciato accordo per una cessazione delle ostilità. Colpito nelle stesse ore anche il Libano meridionale, come denunciato dal Presidente Aoun. Lo Stato Ebraico pare insomma voler mantenere un'elevata deterrenza in tutto il Quadrante.
Come questo possa conciliarsi con l'iniziativa dell'inquilino della Casa Bianca solo il tempo lo dirà. L'Esercito israeliano avrebbe comunque iniziato a trasferire – secondo i termini dell'intesa - gli ergastolani da rimettere in libertà poi nell'exclave o in Cisgiordania. A vuoto, al momento, le richieste di Hamas per la scarcerazione di figure carismatiche quali Marwan Barghouti; forte ascendente sull'opinione pubblica palestinese; sostenitore della soluzione due Popoli due Stati. Proprio per questo, forse, destinato a rimanere dietro le sbarre.
Quanto al rilascio degli ostaggi israeliani – 48; 20 dei quali sarebbero ancora in vita –, secondo la CNN potrebbe avvenire nella notte tra domenica e lunedì. Poco prima, dunque, dell'arrivo nella Regione del Presidente statunitense. Fissata per il 13 ottobre infatti la cerimonia – copresieduta da al Sisi - per la firma dell'accordo; proprio a Sharm el Sheikh, dove si erano tenuti i colloqui. Invitati i leader di Germania, Francia, Regno Unito, Qatar, Emirati arabi, Giordania, Turchia, Arabia Saudita, Pakistan e Indonesia. L'Italia sarà rappresentata dalla Premier Meloni.
Da domani invece il previsto ingresso degli aiuti umanitari nella Striscia; dopo il via libera all'ONU. 170.000 tonnellate di materiale sarebbero già posizionate in Paesi vicini. Primi arrivi in Israele, intanto, dei 200 soldati statunitensi che contribuiranno a supervisionare il cessate il fuoco. Ma nessuno – è stato precisato – entrerà a Gaza.