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Gaza, Israele annuncia una "pausa tattica": aiuti in arrivo, ma la crisi resta estrema

Camion e lanci aerei con viveri e medicinali tentano di alleviare un disastro umanitario senza precedenti. Il Papa: “La popolazione è schiacciata dalla fame, servono cessate il fuoco e rispetto del diritto umanitario”

27 lug 2025
Gaza, Israele annuncia una "pausa tattica": aiuti in arrivo, ma la crisi resta estrema

Una fragile speranza si apre sulla Striscia di Gaza, dove Israele ha annunciato oggi una “pausa tattica” dalle 10 alle 20 (ora locale) per consentire l’ingresso degli aiuti umanitari. Una misura coordinata con le Nazioni Unite e le principali organizzazioni internazionali, che prevede anche la creazione di “corridoi umanitari” per agevolare il transito dei convogli.

Nel frattempo, 120 camion carichi di cibo, medicinali, acqua e beni di prima necessità sono entrati a Gaza attraverso il valico di Rafah, riaperto dopo 150 giorni di blocco totale. Anche i valichi di Kerem Shalom si preparano ad accogliere ulteriori aiuti nelle prossime ore. A questi si aggiungono tre lanci aerei – due giordani e uno emiratino – che hanno sganciato 25 tonnellate di aiuti sulla Striscia.

Tuttavia, la situazione resta tragica. Fonti mediche locali riferiscono di almeno 38 morti nella sola giornata di domenica, tra cui 24 persone che erano in attesa di ricevere aiuti nella zona del corridoio umanitario di Netzarim. Anche un bambino palestinese è rimasto ucciso vicino a un centro di assistenza a Khan Yunis. Il bilancio delle vittime della guerra, iniziata oltre 21 mesi fa, continua a salire.

Secondo il ministero della Salute di Gaza, almeno 133 persone sono morte per malnutrizione, tra cui 87 bambini. “Ogni ritardo si traduce in un nuovo funerale”, ha dichiarato Munir Al-Barsh, direttore generale del ministero, chiedendo l’evacuazione medica urgente dei feriti e l’introduzione di forniture salvavita come latte terapeutico, antibiotici e alimenti ad alto valore nutritivo.

Nel frattempo, anche il mare è diventato off-limits: l’esercito israeliano ha vietato ai cittadini di Gaza di accedere alla costa, impedendo l’ultima possibile fonte di cibo per molti sfollati. Secondo la FAO, l’industria ittica di Gaza opera oggi solo al 7,3% della sua capacità prebellica.

Il Papa, durante l’Angelus, ha espresso “profonda preoccupazione” per la situazione: “La popolazione civile è schiacciata dalla fame e continua ad essere esposta a violenze e morte. Rinnovo il mio appello al cessate il fuoco, alla liberazione degli ostaggi e al rispetto integrale del diritto umanitario”.





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