Quasi una sessantina, stando ad al Jazeera, i palestinesi rimasti uccisi dall'alba di oggi; incluso l'ennesimo giornalista. Contabilità dell'orrore che quasi non fa più notizia; tanto è deteriorata la situazione in ciò che resta della Striscia: di fatto ormai una sorta di poligono di tiro per le IDF.
“Finiremo il lavoro” “il più velocemente possibile”, aveva tuonato ieri Netanyahu dal palco del Palazzo di Vetro; mentre decine di diplomatici abbandonavano l'emiciclo in segno di protesta. Dettaglio insignificante, a quanto pare, per il Premier israeliano.
L'attenzione è piuttosto alle mosse di Washington; in vista anche dell'incontro di lunedì con Trump. Si parlerà pure di Cisgiordania, a quanto pare. Il Presidente statunitense sarebbe contrario ad un'ipotesi di annessione; ma quanto sia in grado di imporre una propria agenda, ai vertici dello Stato Ebraico, resta un'incognita. Specie sul dossier Gaza. Rivelati i dettagli del suo piano in 21 punti per una cessazione delle ostilità. Fra i passaggi chiave il graduale ritiro delle IDF, preceduto dal rilascio di tutti gli ostaggi; immediato invio di aiuti illimitati attraverso l'ONU; amnistia ai leader dei gruppi armati in cambio del loro ritiro dall'exclave; rilascio di migliaia di prigionieri palestinesi. Prevista inoltre una partecipazione attiva degli USA nello sviluppo di una forza di stabilizzazione che supervisioni la sicurezza.
Come spesso è accaduto in questi mesi, però, alle speranze ha fatto seguito una doccia gelata. Subito smentite, infatti, le indiscrezioni del quotidiano Haaretz circa un ok di principio di Hamas al progetto; non lo abbiamo ancora ricevuto, hanno precisato fonti della fazione islamista all'emittente qatarina al Araby. L'agonia di Gaza pare insomma destinata a proseguire a tempo indefinito.
In questo quadro l'iniziativa della Global Sumud Flotilla; da tempo un caso internazionale. “Nonostante i sabotaggi la missione continua”, ha fatto sapere la delegazione italiana; la cui portavoce, tornata in Patria, aveva comunque aperto ad una trattativa. Il Ministro Tajani, dal canto suo, ha richiamato l'appello del Presidente Mattarella; ricordando i possibili rischi. Due nuove flotte per Gaza cariche di aiuti umanitari sono pronte intanto a salpare da Catania; l'obiettivo, hanno spiegato gli organizzatori, è “sfidare il blocco illegale imposto da Israele”. “Le nazioni europee – è stato aggiunto – stanno continuamente insistendo nel chiedere alle flottiglie di tornare indietro, senza rendersi conto che sono loro che stanno mostrando le spalle a tutti i palestinesi”.