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Gaza: offensiva di terra prima annunciata poi smentita da Tsahal; ma continuano i raid

119, secondo Hamas, le vittime palestinesi nella Striscia; mentre proseguono i lanci di razzi. Da San Marino un altro appello affinché si eviti una escalation

14 mag 2021
Gaza: offensiva di terra prima annunciata poi smentita da Tsahal; ma continuano i raid
Gaza: offensiva di terra prima annunciata poi smentita da Tsahal; ma continuano i raid

Lo scenario più cruento, forse, è solo rimandato. Ieri sera Tsahal aveva annunciato l'avvio delle operazioni di terra a Gaza; per poi precisare, dopo un paio d'ore, che le truppe non erano mai entrate nella Striscia, e giustificando il dietrofront con “un problema di comunicazione interno”. Forze di terra e corazzate si sono schierate comunque lungo il confine, durante la notte; sparando centinaia di proiettili di artiglieria. Tutto ciò mentre proseguiva il “martellamento” dal cielo; con 160 aerei che hanno colpito – stando a fonti israeliane – 150 obiettivi sotterranei nel nord dell'enclave palestinese. Gli effetti di questa pressione sono drammatici: il ministero della sanità di Gaza ha fatto sapere che i morti nella Striscia sono saliti a 119, di questi 31 sono bambini e 19 donne. 830 i feriti.

Nel frattempo prosegue il barrage di razzi da parte di Hamas, verso le città israeliane. Popolazione dello Stato ebraico costretta a nascondersi nei rifugi; e non sono mancate vittime, in questi giorni. Inutili, al momento, gli appelli ad un cessate il fuoco della Comunità internazionale. Anche da San Marino un appello affinché si eviti una escalation. “L'assenza di passi avanti nelle relazioni tra i due popoli – scrive CSdL – ha portato i sostenitori del dialogo ad essere emarginati, mentre prendono sempre più il sopravvento gli estremisti da una parte e dall'altra”. Ribadita allora l'importanza dell'ONU, affinché “riprenda il suo ruolo di garante della pace”, “avviando subito negoziati”. Anche le Istituzioni sammarinesi, secondo CsdL, devono fare la propria parte, facendosi portavoce, negli organismi multilaterali, “della necessità di evitare la degenerazione degli scontri in un conflitto a tutto campo”.





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