Gaza: secondo Netanyahu Israele è “a un passo dalla vittoria totale”; ordine di avanzata verso Rafah

Sembra allontanarsi l'intesa per un cessate il fuoco e la liberazione degli ostaggi. “A Blinken – ha fatto sapere il Premier israeliano – ho detto che dobbiamo smilitarizzare completamente Gaza”

Si tratta senza sosta; in un'alternanza di speranze e disillusioni. Troppo distanti, del resto, i belligeranti. Le milizie palestinesi puntano ad uno stop sine die delle ostilità, da spacciare sul fronte interno – e all'intera galassia islamica - come una vittoria. Dopo lo choc del 7 Ottobre deve invece ristabilire ciò che resta del proprio potere di deterrenza, lo Stato Ebraico; che punta al “missione compiuta” a Gaza, pur essendo nebulosa l'identificazione di un simile obiettivo.

Improbo, insomma, il compito di Antony Blinken. Oggi la tappa più attesa dell'ennesimo tour diplomatico in Medio Oriente; dovendo presentare ai vertici di Israele la controfferta di Hamas, alla piattaforma mediata a Parigi. Una tregua di 135 giorni articolata in 3 fasi; durante la quale avverrebbe lo scambio degli ostaggi israeliani - e dei corpi di quanti sono deceduti -, con prigionieri palestinesi: ben 1.500 stando a quanto è dato sapere, anche ergastolani. E poi ritiro di Tsahal dalla Striscia, fine dell'assedio, e avvio della ricostruzione sotto garanzie internazionali. Non ultimo il divieto di ingresso agli ebrei nella Spianata delle Moschee di Gerusalemme.

La strategia secondo alcuni sarebbe evidente: far ricadere sul nemico la responsabilità del fallimento del negoziato. E in effetti, a stretto giro, sono arrivati feedback eloquenti da fonti israeliane, riprese dai media. Molte delle richieste sono inaccettabili, è stato sottolineato. A testimonianza del clima teso anche il “no”, di Netanyahu, al previsto incontro privato fra il Segretario di Stato americano ed il capo di stato maggiore.

Ma il tavolo a quanto pare resiste. Il Mossad, fa sapere il Governo, sta esaminando un avviso presentato dai mediatori di Doha. E un nuovo ciclo di colloqui si aprirà domani, al Cairo. L'impressione, però, è che tutto sia appeso a un filo. Il Qatar sarebbe stato informato da Israele di un possibile attacco su Rafah, qualora il negoziato dovesse naufragare. Sarebbe un'azione dalle “incalcolabili conseguenze regionali”, ha sottolineato il Segretario Generale dell'ONU Guterres; vista anche la quantità abnorme di sfollati nel sud dell'exclave.

Nullo, tuttavia, l'effetto di questo monito sul Premier israeliano; poco fa ha annunciato di aver dato ordine all'esercito di avanzare verso Rafah. “Solo la pressione militare – ha tuonato - agisce per la liberazione degli ostaggi”. “Ho detto a Blinken – ha aggiunto Netanyahu - che Israele è ad un passo dalla vittoria totale”.

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