Nelle ultime ore il conflitto tra Stati Uniti e Iran ha registrato una ulteriore escalation militare nel Golfo. Le forze statunitensi del CENTCOM hanno condotto massicci raid aerei colpendo circa 100 obiettivi sul territorio iraniano, inclusi sistemi radar, difese aeree, infrastrutture del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) e due petroliere. I bombardamenti notturni hanno causato almeno 11 morti. Le autorità di Teheran denunciano vittime civili, tra cui un bambino, dopo che un missile americano ha centrato un'abitazione durante un matrimonio a Sirik. Altri attacchi hanno preso di mira le province del Khuzestan e l'aeroporto di Jiroft.
L'Iran ha risposto avviando un'operazione militare definita "decisiva", lanciando droni e missili balistici contro gli asset statunitensi nella regione. Sono state colpite installazioni in Giordania (Prince Hassan e Camp Titin), Bahrain (base Sheikh Isa), Iraq (Erbil) e Kuwait. La Giordania ha confermato l'intercettazione di gran parte dei vettori, escludendo vittime USA. Il presidente Donald Trump ha avvertito Teheran su Truth Social definendola una "nazione fallita" e minacciando che, in caso di ulteriori ritorsioni, i raid proseguiranno a un livello ancora più duro.