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Golfo Persico: crescono le preoccupazioni per la sicurezza delle petroliere

16 lug 2019

Continua la strategia della tensione nel Golfo Persico: dopo il tentativo senza successo di cinque navi cannoniere iraniane di sequestrare una petroliera britannica spingendola nelle acque territoriali dell’Iran, una nave cisterna degli Emirati Arabi che navigava attraverso lo stretto di Hormuz è stranamente entrata in acque iraniane ed è sparita interrompendo le comunicazioni sulla sua posizione. La Riah, una petroliera di 58 metri, viaggiava da Dubai verso la costa orientale degli Emirati. Un ufficiale della Difesa americana ha dichiarato che gli Stati Uniti sospettano vi sia l’Iran dietro il sequestro della petroliera, e la società Intertanko - che rappresenta la maggior parte della flotta di navi cisterna del mondo - ha dichiarato che crescono le preoccupazioni per la sicurezza delle petroliere e dei loro equipaggi che navigano nello Stretto di Hormuz. Il 30% del greggio mondiale passa attraverso lo Stretto e se quell’area diventasse poco sicura l'approvvigionamento petrolifero dell’Europa, dell’Asia e del Nord America sarebbe a rischio. L’Iran non ha dichiarato nulla sulla Riah, ma l’ayatollah Khamenei, in un discorso televisivo, aveva garantito che il suo Paese si sarebbe vendicato del sequestro della petroliera iraniana al largo di Gibilterra che trasportava 2 milioni di barili di petrolio nonostante l’embargo. Gli Stati Uniti temono che grazie agli introiti petroliferi l'Iran possa usare la sua tecnologia atomica e il suo programma spaziale per costruire missili balistici intercontinentali con capacità nucleare. Intanto il Presidente turco Erdogan ha ottenuto dalla Russia il sistema missilistico S-400 nonostante la Turchia, facendo parte della NATO, avesse potuto acquistare i missili Patriot americani. Forse non poteva spiegare che intorno alla Turchia non c’è un Paese nemico con un’aviazione così avanzata da meritare gli S-400 a parte Israele, che ha firmato con Cipro un accordo per trivellare e sfruttare un grande giacimento di gas, al quale Erdogan impedisce però l’accesso militarmente. Infine, quale nuovo ambasciatore israeliano per l’Italia e San Marino, è stato nominato Dror Eydar, editorialista del quotidiano Israel Hayom, che da settembre sostituirà l’ambasciatore Ofer Sachs.

Il corrispondente,
Massimo Caviglia