Più nessuna remora – a quanto pare – in questa guerra. Tragica novità di queste ore gli attentati alle linee ferroviarie russe. Un'esplosione avrebbe provocato ieri sera il collasso di un ponte, nella regione di confine di Bryansk, provocando il deragliamento di un convoglio passeggeri e la morte di almeno 7 civili; fra le decine di feriti anche bambini. A stretto giro un altro episodio nel Kursk; coinvolto un treno merci. Scoperto poi un terzo sabotaggio. “Atti di terrorismo”, per le autorità moscovite; nessun dubbio sulla responsabilità di Kiev, ad avviso del Presidente della Commissione Difesa della Duma. Un tentativo – ha detto - di far “deragliare” il nuovo round di colloqui previsto domani a Istanbul.
A guidare la delegazione ucraina – ha annunciato Zelensky – sarà il Ministro Umerov. Tutt'altro che incoraggianti, le premesse. Giornata nera per la Russia, che pure mantiene l'iniziativa sul campo di battaglia. In un caso un sabotaggio ferroviario è stato rivendicato dai servizi ucraini: quello ad un treno militare nei pressi della città occupata di Melitopol.
Praticamente in contemporanea un'operazione su larga scala, con munizioni circuitanti, che avrebbe distrutto decine di bombardieri strategici; anche in un aeroporto della Siberia. Dall'altra parte è stato denunciato il più grande attacco in territorio ucraino con droni russi, nella notte, dall'inizio delle ostilità. Utopiche, in un simile quadro, le promesse di Trump di porre termine al conflitto.
Copione simile a Gaza; con l'ordine – del Ministro alla Difesa dello Stato Ebraico Katz – di “continuare ad avanzare” nella Striscia, “indipendentemente da qualsiasi negoziato”. Pare de facto in stallo il “piano Witkoff” per una tregua di due mesi, in cambio del rilascio di ostaggi; con Hamas ed Israele a rimpallarsi responsabilità. Sconcerto, intanto, per le news rilanciate da Al Jazeera a proposito di quanto sarebbe avvenuto nei pressi di un centro aiuti umanitari a Rafah. Le IDF avrebbero aperto il fuoco uccidendo almeno 26 palestinesi. A stretto giro la smentita dell'organizzazione americana – sostenuta da Israele – che si occupa della distribuzione degli aiuti; avvenuta – è stato scritto - “senza incidenti”.
Di queste ore, infine, la notizia della morte del padre di Adam: l'undicenne gazawi rimasto ferito in un attacco israeliano che avrebbe provocato la morte anche dei suoi nove fratelli, e che nei prossimi giorni arriverà in Italia per essere operato.