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Guerra russo-ucraina: ripresi i colloqui trilaterali negli Emirati Arabi Uniti

Nuovi attacchi russi, nella notte, su Odessa

4 feb 2026

A prima vista poco incoraggianti le premesse del trilaterale odierno ad Abu Dhabi. A poche ore dal vertice, il portavoce del Cremlino ha sollecitato i negoziatori ucraini – sostanzialmente - a cedere su tutta la linea; paventando in caso contrario una prosecuzione sine die delle ostilità, e nuovi raid contro quello che Peskov ha definito il “complesso militare del regime di Kiev”.

Linea intransigente confermata dai pesanti attacchi con droni e missili, che fra il 2 e il 3 febbraio avevano posto termine all'effimera “tregua del gelo”; inducendo Zelensky a prospettare conseguenze sulle trattative. La notte scorsa nuovi attacchi su Odessa; mentre al fronte prosegue la lenta avanzata delle forze russe. L'altra notizia che agita forse la leadership del Paese aggredito è l'apertura di Macron – fino ad ora esponente fra i più assertivi della schiera dei cosiddetti “volenterosi” - ad una ripresa del dialogo fra i Paesi europei e il Cremlino.

Putin, dal canto suo, ha ribadito oggi – in una videoconferenza con Xi - la “natura strategica” della cooperazione in campo energetico con la Cina. Tema chiave – per Mosca -, dopo l'annuncio della Casa Bianca di un accordo con l'India che prevederebbe la rinuncia, da parte di Nuova Delhi, all'import di petrolio russo. È una delle carte che la delegazione USA negli Emirati metterà forse sul tavolo per indurre i negoziatori russi a più miti consigli. Quanto alla parte ucraina il tema più duro da digerire resta probabilmente quello delle cessioni territoriali.

Assoluto playmaker geopolitico, in questa fase, l'Amministrazione Trump. Che ha intanto accolto la richiesta dell'Iran di spostare dalla Turchia all'Oman i colloqui previsti per venerdì; l'obiettivo di Washington è indurre la teocrazia a quel passo indietro, sul programma nucleare, che potrebbe scongiurare l'escalation. Resta comunque altissima la tensione nel Quadrante; specie dopo l'abbattimento – ieri – di un drone da ricognizione iraniano, che secondo i militari statunitensi si era avvicinato “aggressivamente” alla portaerei Lincoln nel Mar Arabico.





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