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Idlib: i Governativi continuano ad avanzare nell'ultima roccaforte jihadista

Erdogan, nel frattempo, parla di "oltre 80.000 sfollati" in cammino verso la frontiera turca

23 dic 2019

La nuova offensiva – dopo un periodo di relativa calma - era iniziata 4 giorni fa, preceduta da intensi raid aerei sulle postazioni jihadiste. Operazione di vasta scala, quella in corso nella campagna sud-orientale del Governatorato di Idlib; dove in questi anni erano confluiti migliaia di irriducibili miliziani islamisti, e a farla da padrone sono i terroristi di Tahrir al-Sham: già al Qaeda in Siria. Duplice l'obiettivo di Assad: riconquistare ampie porzioni di territorio – in quella che è considerata l'ultima roccaforte ribelle nel Paese -, ma soprattutto riprendere interamente il controllo dell'autostrada che collega Hama ad Aleppo: fondamentale, a livello strategico. Target raggiungibili, se si procederà di questo passo. L'Esercito Arabo Siriano, supportato dall'aviazione russa, ha già liberato oltre 20 città e villaggi, infliggendo pesanti perdite ai combattenti jihadisti. Il punto di osservazione turco nell'area di Surman sta per essere chiuso in una sacca dai Governativi, che ora puntano con decisione su Jaranaz e poi Maraat al Numan: previsto punto d'arrivo dell'avanzata. Alle forze islamiste, ora, non resta che aspettare il maltempo – previsto nei prossimi giorni – per organizzare una controffensiva, senza rischiare di essere annientate dagli strike russi. L'arrivo dell'Esercito, per molti abitanti di queste zone, significa la fine di un incubo; come a Khan Shaikhun, dove qualche mese fa le truppe furono accolte con sollievo dalla popolazione. Ma sarebbero in tanti anche coloro che si dirigono in Turchia, per fuggire ai bombardamenti, o al controllo di Damasco. Nell'ultima settimana, ha dichiarato Erdogan, “oltre 80.000 sfollati” si sono avvicinati alla frontiera. Ankara, ha poi ammonito, “non si farà carico da sola di questo fardello di migrazioni; i cui effetti saranno avvertiti da tutti i Paesi europei, specialmente dalla Grecia”. Tutto ciò mentre si rincorrono news – da confermare – su nuovi raid israeliani nell'area di Damasco. C'è chi parla dell'uccisione di un alto ufficiale iraniano, e della distruzione di un carico arrivato da Teheran.