Dalla scuola negata a centinaia di migliaia di bambini di Gaza alla visita del Papa in Terra Santa. Il patriarca latino di Gerusalemme, cardinale Pierbattista Pizzaballa, è tra i protagonisti dell'ultima giornata della 47ª edizione del Meeting di Rimini, portando nel dibattito la drammatica quotidianità del conflitto. Prima di intervenire all'incontro delle 19 in Auditorium, Pizzaballa si è soffermato in particolare sull’emergenza educativa e sulla difficoltà, per migliaia di bambini e ragazzi, di tornare tra i banchi di scuola.
Lei ha detto che in Terra Santa non è così scontato il rientro a scuola. In che modo si può colmare questo voto educativo?
"Sono situazioni diverse da zona a zona. Diciamo che la zona più colpita in questo momento è naturalmente Gaza. Ci sono circa 690.000 bambini a Gaza e poche migliaia vanno ancora a scuola. Noi come Chiesa stiamo riaprendo nei prossimi giorni la scuola con circa un migliaio di bambini, ma è una goccia nell'oceano. Non è il primo anno che sono senza scuola. Questa è la situazione più grave che penso, attraverso la diplomazia, attraverso le organizzazioni multilaterali, si possa cercare di aiutare in qualche modo. Poi a Gerusalemme è in via di soluzione la questione dei permessi degli insegnanti che vengono soprattutto da Betlemme. In questi giorni si sta lavorando per questo. La scuola ha un ruolo molto importante perché gran parte di questa narrativa è dalla visione, lo sguardo sull'altro nasce lì".