In Afghanistan il governo talebano ha deciso di vietare lo sport alle donne: "Non devono esporre il proprio corpo"

In Afghanistan il governo talebano ha deciso di vietare lo sport alle donne: "Non devono esporre il proprio corpo".

"Non è necessario che le donne giochino a cricket": con questa frase Ahmadullah Wasiq, vicecapo della Commissione cultura dei talebani, ha spiegato perché alle donne in Afghanistan è stato fatto divieto di praticare qualsiasi sport, nemmeno quella che nello Stato è la disciplina nazionale. Secondo i dettami dell'Islam non è necessario che le donne pratichino attività sportiva, che anzi sarebbe addirittura sconveniente, dato che con l'attività fisica esporrebbero il proprio corpo, anche con foto e video, che avrebbero l'unico compito di raccontare le competizioni: dal momento però che l'Islam non contempla questa questione, la decisione di bandire dall'Afghanistan gli sport femminili.

Una decisione che ha già scatenato molte polemiche: il capitano della nazionale femminile di calcio Khalida Popal dalla Danimarca dove si è rifugiata ha lanciato un messaggio, spingendo le donne rimaste in patria a lottare. Un messaggio recepito in pieno: nella giornata di ieri infatti ci sono state nuove proteste a Kabul, dove secondo il regime le donne possono lasciare le proprie abitazioni solo per fare la spesa o per esigenze simili. In risposta alle rimostranze, i talebani hanno annunciato il divieto di ogni tipo di manifestazione in tutto l'Afghanistan, affermando che tali proteste "disturbano la vita normale, molestano le persone" e creano problemi di sicurezza.

Secondo una dichiarazione del ministero dell'Interno, "non è permesso tenere alcun tipo di manifestazione" senza autorizzazione del ministero della Giustizia, "da richiedere almeno 24 ore prima", comunicando tutti i dettagli. Nel frattempo la Cina annuncia un'apertura nei confronti del nuovo governo, a patto però che vengano rispettati tutti i gruppi etnici del territorio, garantendo loro pari dignità politica: ma vedendo le leggi promulgate negli ultimi giorni, più che una presa di posizione sembra una flebile speranza.

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