Una proposta in due fasi dall’Iran per sbloccare lo stallo nei negoziati con gli Stati Uniti. Il piano, presentato ai funzionari di Washington per tramite i mediatori pachistani, prevede subito la riapertura dello Stretto di Hormuz e il prolungamento a lungo termine del cessate il fuoco. Dopo la revoca dei blocchi allo snodo petrolifero, poi, prenderebbe il via la seconda fase, con i colloqui sul programma nucleare di Teheran. Gli Stati Uniti chiedono all'Iran di sospendere l'arricchimento dell'uranio per almeno un decennio e di rimuovere l'uranio arricchito dal Paese, ma sulla risposta a queste richieste la leadership della Repubblica Islamica è divisa.
Sono attualmente circa 2.400 i marittimi bloccati nello Stretto da settimane su oltre 105 petroliere, riporta la BBC. La paralisi sul tratto marino strategico ha fatto salire nuovamente il prezzo del greggio, con il Brent a quota 108 dollari al barile. Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, è a San Pietroburgo, per un incontro con il presidente russo Vladimir Putin definito “importante per gli sviluppi della guerra”, e sempre oggi il capo di Stato americano Donald Trump dovrebbe tenere un vertice con i suoi principali collaboratori sui prossimi passi anche alla luce della proposta iraniana.
Ma a Washington si parlerà nei prossimi giorni anche della sicurezza di Trump, dopo l’attentato subito alla cena di gala con i corrispondenti. Stanno emergendo infatti le falle nella protezione dell’hotel che ospitava l’evento: gli ospiti hanno affermato di essere riusciti ad accedere solo mostrando un biglietto e senza controlli sull’identità. Il leader della Casa Bianca è tornato a parlare dell’aggressore, Cole Allen, definendolo un “lupo solitario” che si è ispirato al movimento “No Kings”. Il 31enne apparirà oggi per la prima volta in tribunale a Washington DC.