Le infrastrutture civili dell’Iran nel mirino dell’offensiva degli Stati Uniti. Dopo la distruzione a Karaj del ponte B1, che era destinato a diventare il più lungo del Medio Oriente, il presidente americano Donald Trump avverte: “È solo l’inizio: ne seguiranno altri, e poi le centrali elettriche”.
“I leader del nuovo regime sanno che cosa fare, e che bisogna farlo in fretta”, aggiunge l'inquilino della Casa Bianca aumentando il pressing per un cessate il fuoco. Minacce ignorate dai Pasdaran, le cui forze navali hanno attaccato nella mattinata di oggi (3 aprile) obiettivi militari e infrastrutturali americani e israeliani nel Golfo, tra cui la sede della società informatica Oracle negli Emirati Arabi. Le Guardie Rivoluzionarie rivendicano inoltre di aver abbattuto un secondo caccia F-35 statunitense, e non si avrebbero informazioni sulle condizioni del pilota.
Mentre intanto, in un’intervista con il Financial Times, il commissario europeo all’Energia, Dan Jorgensen, afferma che la crisi petrolifera causata dalla guerra potrebbe essere “di lunga durata” e che tra le opzioni possibili c’è il razionamento del carburante, per la prima volta dall’inizio del conflitto una nave appartenente a un gruppo armatoriale europeo è riuscita ad attraversare lo stretto di Hormuz. Si tratta della portacontainer Kribi, di proprietà francese: è passata a nord dell’isola di Larak, usando una rotta apparentemente approvata dai Pasdaran, che hanno implementato un sistema di registrazione delle “navi autorizzate” dietro pagamento di un pedaggio.