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Iran, Trump valuta operazione per uranio e punta al petrolio di Teheran

L'operazione prevedrebbe forze americane sul terreno per giorni

30 mar 2026
Iran, Trump valuta operazione per uranio e punta al petrolio di Teheran

Il presidente americano Donald Trump sta valutando un'operazione militare per recuperare oltre 450 chilogrammi di uranio arricchito dall'Iran, secondo quanto riporta il Wall Street Journal citando fonti governative. L'operazione prevedrebbe forze americane sul terreno per giorni, o anche più a lungo, ma secondo i sostenitori dell'iniziativa non prolungherebbe il conflitto, che Washington punta a chiudere entro metà aprile.

Il presidente non avrebbe ancora preso una decisione definitiva, pur restando aperto all'ipotesi. Sul fronte diplomatico, Trump ha dichiarato ai giornalisti a bordo di Air Force One che Teheran avrebbe accettato "gran parte" dei 15 punti dell'ultimatum americano trasmesso tramite il Pakistan per porre fine alla guerra. Iran aveva tuttavia accolto il piano con scetticismo la scorsa settimana. In un'intervista al Financial Times, Trump ha intanto alzato ulteriormente la posta: "La mia cosa preferita sarebbe prendere il petrolio iraniano" ha detto il presidente, confermando di stare ancora valutando la possibilità di impadronirsi dell'isola di Kharg, hub strategico da cui transita il 90% delle esportazioni petrolifere iraniane. Il leader americano la paragonato la potenziale mossa alle ambizioni statunitensi di controllare l'industria petrolifera venezuelana dopo la cattura del presidente Nicolás Maduro a gennaio.

Le forze americane, ha ammesso Trump, dovrebbero presidiarla "per un certo periodo". Sul campo, la USS Tripoli con 3.500 marines a bordo è giunta nel Medio Oriente, mentre il portavoce del parlamento iraniano ha accusato Washington di "pianificare segretamente un'invasione di terra" e ha avvertito che le forze di Teheran sono "in attesa".

Intanto a causa della guerra, il prezzo del petrolio Brent si avvia a registrare il suo maggiore aumento mensile di sempre a marzo 2026. Secondo i dati LSEG, il petrolio Brent, benchmark internazionale, è aumentato del 51% dall'inizio di marzo, superando il precedente record mensile del 46% registrato nel settembre del 1990, dopo l'invasione del Kuwait da parte di Saddam Hussein che portò alla prima guerra del Golfo.

Venerdì il Brent ha chiuso a 112,57 dollari al barile, in rialzo rispetto ai 72,48 dollari del 27 febbraio, il giorno prima dell'inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran . A marzo il Brent ha raggiunto un massimo di 119,50 dollari al barile, il livello più alto da giugno 2022, dopo che l'Iran aveva praticamente chiuso lo stretto di Hormuz, attraverso il quale normalmente transita un quinto del petrolio e del gas mondiali.





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