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Israele: la corrispondenza settimanale di Massimo Caviglia

14 gen 2019
Israele: la corrispondenza settimanale di Massimo CavigliaIsraele: la corrispondenza settimanale di Massimo Caviglia
Israele: la corrispondenza settimanale di Massimo Caviglia - L'inusuale conferma, da parte del premier Netanyahu, dei recenti attacchi israeliani in Siria contro...
L'inusuale conferma, da parte del premier Netanyahu, dei recenti attacchi israeliani in Siria contro obiettivi iraniani per evitare il trasferimento di armi a Hezbollah in Libano, è spiegata chiaramente dalle parole del Generale Eizenkot, che lascia in queste ore il ruolo di Capo di Stato Maggiore israeliano.

"Quando, due anni fa - ha detto - abbiamo notato un cambiamento nella strategia dell’Iran, con la costruzione di un’influenza espansionista aggressiva in Siria, attraverso una forza di 100.000 combattenti sciiti provenienti da Pakistan, Afghanistan e Iraq, abbiamo cambiato strategia anche noi, impedendo la produzione e il trasferimento delle loro armi di precisione, e neutralizzando i tunnel del terrore di Hamas e di Hezbollah".

Nelle osservazioni d’addio al Gabinetto di Sicurezza, Eizenkot – che verrà sostituito dal Generale Kochavi – ha detto che l’Autorità palestinese ha sequestrato armi ed esplosivi provenienti da Hamas nell’area "A" in Cisgiordania (sotto controllo dell’Anp), e ha esortato il governo a non imporre punizioni collettive contro i palestinesi in seguito ad attacchi terroristici, sostenendo che la crescita economica in Cisgiordania è necessaria per mantenere la stabilità.

E mentre l'esercito israeliano ha individuato l'ennesimo tunnel di Hezbollah che dal villaggio libanese di Ramyeh passava il confine e si infiltrava in territorio israeliano, si alza di nuovo pericolosamente la tensione lungo il confine tra Israele e la Striscia di Gaza.

L'opinione degli analisti militari è che, nonostante i 15 milioni di dollari pagati mensilmente dal Qatar ad Hamas, il movimento palestinese stia prendendo ordini da Teheran, cui serve che la situazione a Gaza degeneri, e Israele sia impegnato al fronte sud lasciando scoperto il fronte nord.

Già la Jihad Islamica, il secondo gruppo armato di Gaza dopo Hamas, e direttamente agli ordini di Teheran, aveva promesso pubblicamente agli ayatollah di aprire una seconda zona di combattimento al sud d'Israele. E non avrebbe potuto farlo senza il consenso di Hamas.

Infine, il capo dell'agenzia atomica di Teheran ha dichiarato che l'Iran ha iniziato l'arricchimento dell'uranio al 20%, contrariamente a quanto stabilito dall'accordo sul nucleare, che fissava la soglia di arricchimento al 3,6%. Un segnale che ha meravigliato solo i Paesi che, per ingenuità o interesse, si fidavano ancora delle promesse di Teheran.

Massimo Caviglia