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Israele: dopo la fine della collaborazione si prepara una nuova Intifada

La corrispondenza settimanale di Massimo Caviglia

3 feb 2020

Mentre Israele sta continuando ad inviare delle mascherine e delle attrezzature protettive in Cina, due casi di coronavirus sono stati riscontrati a Tiberiade e Benè Brak, in una donna tornata 10 giorni fa dalla Cina e in un uomo atterrato all’aeroporto di Tel Aviv. Il premier israeliano ha incaricato i ricercatori del Ministero della Salute di lavorare immediatamente alla produzione di un vaccino.

Netanyahu è poi giunto in Uganda, dove nel 1976 venne ucciso il fratello durante l’operazione Entebbe per liberare gli ostaggi del volo Air France rapiti dai palestinesi. Il primo ministro israeliano intende riallacciare i legami diplomatici, economici e di sicurezza con lo Stato africano e anche con il Sudan, il cui leader è atteso in Uganda durante la visita di Netanyahu.

Ma Israele si prepara anche ad una nuova Intifada dopo l’annuncio del Presidente dell’Autorità Palestinese Abu Mazen di aver deciso di interrompere tutte le relazioni con lo Stato ebraico, incluse quelle sulla sicurezza. Abbas intende sciogliere l’Autorità Palestinese, con cui Israele ha degli accordi di collaborazione, e gestire la Cisgiordania tramite l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina, legittimando quindi la ripresa della lotta armata. Il Presidente palestinese è poi partito per un lungo viaggio attraverso i Paesi arabi ed europei per discutere del Piano di Pace americano, senza lasciare alcun referente nel caso scoppi una nuova Intifada. Così l’esercito israeliano ha posizionato nuove batterie di difesa antimissile, nell’eventualità che Hamas e la Jihad islamica, spinti dall'Iran, sfruttino la situazione di caos.

Massimo Caviglia