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Israele: i 100mila vaccinati al giorno sono un risultato importante per Netanyahu a livello elettorale

La corrispondenza settimanale di Massimo Caviglia

28 dic 2020

Mentre oggi il Ministero ha comunicato che già 400mila israeliani sono stati vaccinati contro il Covid, tra le varie personalità che hanno dato l’esempio anche l’ex rabbino capo d’Israele Meir Lau, di 83 anni, che si è fatto fotografare mentre riceveva la sua dose e, rivolto alla comunità ultraortodossa, ha ribadito che “farsi vaccinare è un obbligo di tutti”. Qualche problema è sorto dopo il decesso di un uomo di 75 anni, morto d’infarto due ore dopo la vaccinazione, ma il Ministero ha comunicato che aveva sofferto di attacchi di cuore anche in passato. 

Il grande risultato della rapidità nel ricevere il vaccino, e del successo dell’organizzazione medica, che riesce a somministrare centomila dosi al giorno, va innegabilmente attribuito al Premier, come riconoscono anche i suoi detrattori. Ovviamente per Netanyahu questo risultato è molto importante a livello elettorale, dato che si vota fra meno di 90 giorni. Il capo del Governo ha promesso che quello iniziato ieri sarà l’ultimo lockdown, e vorrebbe essere percepito come l’eroe che ha fatto vaccinare gli israeliani in modo rapido ed efficiente. Ma nonostante i sondaggi in caduta libera del partito Blu e Bianco di Gantz, il premier sa che questa volta la battaglia politica sarà più difficile che mai, perché combattuta contro un altro partito di destra, il “Nuova Speranza” di Gideon Saar, fuoriuscito dal Likud e altrettanto se non più determinato di Netanyahu.

Massimo Caviglia  



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