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Israele: la preghiera al Muro del Pianto per la guarigione del Presidente americano Trump

La corrispondenza di Massimo Caviglia

5 ott 2020
Muro del Pianto
Muro del Pianto

Mentre oggi il premier israeliano Netanyahu ha impostato con il primo ministro indiano Modi le linee di cooperazione tra i due Paesi nella lotta contro il Covid-19, il governo di Gerusalemme sta per varare importanti provvedimenti sul proseguimento del lockdown, le restrizioni e le multe per chi non rispetta le norme. Bersagliato da destra e da sinistra per i limiti agli spostamenti e le chiusure imposte, Netanyahu ha perso un altro ministro, stavolta del partito Blu e Bianco, che si è dimesso per “mancanza di fiducia” nei suoi confronti.

“Le misure restrittive non sono contro la gente, ma contro il virus” ha affermato il premier. Però continuano le manifestazioni contro di lui, e gravi scontri si sono verificati tra polizia e ultra ortodossi a Bnei Brak, quando gli agenti hanno tentato di chiudere una sinagoga dove centinaia di fedeli stavano pregando in violazione del blocco. Le critiche nei confronti degli ultra ortodossi sono aumentate negli ultimi giorni a causa della loro scelta di ignorare le restrizioni sul distanziamento. Ma anche la polizia è stata accusata di un utilizzo sproporzionato della forza per disperdere gli assembramenti.

Intanto l’ambasciatore statunitense Friedman ha pregato oggi al Muro del Pianto, insieme ai due rabbini capo d’Israele, per la guarigione del Presidente americano dal virus, anche perché il Piano di Pace per il Medio Oriente subirebbe una inevitabile battuta d’arresto senza Trump al timone.

Il Presidente israeliano Rivlin ha invece dichiarato che “Siamo tutti impegnati in una battaglia per la vita, che è anche una battaglia per salvare gli altri. E se non collaboriamo e non seguiamo le direttive come nelle guerre precedenti, la perderemo”. Un linguaggio che fa capire il livello di pericolosità del virus, ma soprattutto che se alcune fasce della popolazione decidono da sole a quali leggi obbedire e a quali no, la capacità del Paese di mantenere la solidarietà interna verrà meno.

Massimo Caviglia