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Israele: Netanyahu attende l'appoggio di Lieberman

La corrispondenza settimanale di Massimo Caviglia

15 apr 2019
Israele: Netanyahu attende l'appoggio di Lieberman
Israele: Netanyahu attende l'appoggio di Lieberman

La vittoria di Netanyahu per ora è solo sulla carta. I risultati ufficiali delle elezioni saranno consegnati al Presidente Rivlin mercoledì dal giudice della Corte suprema. Oggi, al termine della prima delle due giornate di consultazioni in diretta streaming visibile a tutti, il Presidente Rivlin ha ricevuto - da parte del Likud, dei partiti religiosi e di quelli di destra - l’invito a incaricare Netanyahu premier del nuovo governo. Ma solo con l’appoggio del suo avversario interno, l’ex ministro Lieberman che ancora non ha sciolto le riserve, Netanyahu potrà contare su una maggioranza di 65 seggi su 120, altrimenti si fermerà a 60 e si troverà in una situazione di stallo. Rivlin ha anche chiesto alla formazione di Gantz se sia disponibile ad un “governo di concordia” col Likud, ma il rappresentante del partito Blu e Bianco ha risposto che non faranno parte di un esecutivo guidato da Netanyahu. Forse però proprio Lieberman, quale ago della bilancia, potrebbe spingere ad aprire verso un governo di unità nazionale per ottenere maggiori vantaggi. Intanto, secondo indiscrezioni, sta trapelando la notizia che prima di fare la sua promessa elettorale sull’annessione degli insediamenti, Netanyahu si sarebbe accordato con il Presidente Trump, e che il Piano di pace americano per il Medio Oriente preveda proprio l’annessione delle colonie israeliane in Cisgiordania, con una formula di scambio dei territori con i palestinesi. Il fulcro del rifiuto dei palestinesi è che il piano non prevede la nascita di uno Stato Palestinese ma solo un’autonomia. L’Autorità Palestinese aveva interrotto tutti i contatti ufficiali con l’amministrazione Trump quando il Presidente aveva riconosciuto Gerusalemme capitale d’Israele, e ha fatto già sapere che non accetterà il piano di pace americano. Il Presidente Abu Mazen ha inoltre incaricato alcuni mediatori egiziani di sondare la possibilità di un riavvicinamento con Hamas per raggruppare le due anime palestinesi e uniformare la strategia su come contrastare il piano di pace americano.

Il corrispondente,
Massimo Caviglia