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Israele: per la prima volta nella storia l'inno dello Stato ebraico è risuonato ad Abu Dhabi

29 ott 2018
@IsraelNewsNowIsraele: per la prima volta nella storia l'inno dello Stato ebraico è risuonato ad Abu Dhabi
Israele: per la prima volta nella storia l'inno dello Stato ebraico è risuonato ad Abu Dhabi - La visita di Netanyahu è un tentativo di coinvolgere il sultano Al Saìd in una mediazione fra Israel...
Poche ore dopo la visita del premier Netanyahu al sultanato dell’Oman, paese islamico che non ha relazioni diplomatiche con Israele, per la prima volta nella storia l'inno dello Stato ebraico è risuonato ad Abu Dhabi, dove un atleta israeliano ha vinto l'oro al mondiale di judo negli Emirati Arabi.
La visita di Netanyahu è un tentativo di coinvolgere il sultano Al Saìd in una mediazione fra Israele e i palestinesi, o addirittura con Hezbollah e l'Iran.

Il ministro degli Esteri del Bahrain ha subito espresso sostegno all'Oman per il prodigarsi negli sforzi per la pace israelo-palestinese, come ha fatto anche il suo omologo saudita.

Ovviamente dietro tutto ciò vi è Greenblatt, l'inviato americano per il Medio Oriente, che ha salutato positivamente "la crescente cooperazione tra i nostri amici nella regione".

Ma l'Iran e i palestinesi temono la normalizzazione nei rapporti fra i Paesi arabi e Israele, e proseguono con gli attacchi per far degenerare la situazione e ricompattare il mondo arabo.

In questa direzione va anche la richiesta di Hamas, di voler ricevere 15 milioni di dollari al mese, dal primo novembre, in cambio della cessazione del lancio dei missili e delle violenze ai confini con la striscia di Gaza.

Naturalmente la pretesa è stata subito rigettata da Netanyahu, che deve però fronteggiare la protesta degli abitanti del sud d'Israele, i quali hanno manifestato a Tel Aviv contro l'inerzia del governo nei confronti di Hamas, perché ai palloni incendiari e ai missili (30 lanciati solo questo sabato) non è stata ancora data una risposta risolutiva.

Il premier si trova a dover fare una scelta complicata, perché se innesca una guerra con Hamas si fa trascinare nella trappola iraniana, ma se non reagisce permette ai terroristi di alzare il tiro e minacciare di continuo la popolazione, che ormai ha solo 45 secondi per entrare nei rifugi antimissile.

Ma nonostante il ministro della Difesa ritenga che occorra infliggere un duro colpo ai terroristi, la maggioranza del governo per ora è contraria a un attacco su Gaza.


dal corrispondente
Massimo Caviglia