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Israele: tre giorni per formare il governo o andare alle urne

18 nov 2019
La corrispondenza di Massimo Caviglia
La corrispondenza di Massimo Caviglia

Tornata la calma, dopo il lancio di razzi da Gaza da parte della Jihad islamica, l’attenzione degli israeliani è tutta rivolta alle vicende politiche interne. Mercoledì sera scadrà la possibilità del Generale Gantz di formare un governo con Lieberman e i partiti arabi, con i quali pare abbia raggiunto un’intesa. Il premier Netanyahu ha dichiarato che un esecutivo del genere sarebbe "un vero pericolo per Israele, un governo con i sostenitori del terrore che vogliono la distruzione del Paese e che festeggeranno a Gaza e a Teheran”. Ma il Primo Ministro ha affermato che c'è ancora qualche speranza che Lieberman non si unisca a un esecutivo di minoranza, e spinga invece definitivamente per la formazione di un governo di unità nazionale. Gli 8 deputati di Lieberman sono indispensabili a chiunque voglia ottenere i 61 seggi utili a formare un governo di maggioranza.
Intanto l'ONU ha affermato che l'Iran sta accumulando acqua pesante con una nuova violazione dell'accordo sul nucleare. Ieri l'Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica ha verificato che l'impianto di produzione era attivo e che le riserve iraniane sono di 131 tonnellate.
Ma proprio a Teheran e in altre città si sono svolte grandi manifestazioni per protestare contro i rincari della benzina, e il bilancio provvisorio delle vittime durante i cortei è di 12 morti e un migliaio di arresti. Le milizie delle Guardie della rivoluzione islamica iraniana hanno avvertito i manifestanti che, se i disordini non cesseranno, “verranno intraprese azioni decisive e rivoluzionarie contro qualsiasi mossa che disturbi la pace e la sicurezza”.
Un’incombente repressione che non lascia presagire nulla di buono.

La corrispondenza di Massimo Caviglia