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Israele verso l’occupazione totale di Gaza: decisione presa, via libera da Trump

Il governo Netanyahu si prepara a ordinare all’Idf l’invasione dell’enclave. Cresce lo scontro con i vertici militari mentre le immagini degli ostaggi scuotono l’opinione pubblica.

5 ago 2025
Immagine di repertorio
Immagine di repertorio

La decisione è presa: Israele si prepara a occupare l’intera Striscia di Gaza. Lo ha rivelato una fonte di alto livello dell’ufficio del primo ministro Benyamin Netanyahu, in una dichiarazione trasmessa durante il notiziario serale più seguito del Paese. “Hamas non rilascerà altri ostaggi senza una resa totale – ha detto la fonte – e noi non ci arrenderemo. Se non agiamo ora, i rapiti moriranno di fame e Gaza resterà sotto il controllo dei terroristi”.

Secondo quanto riportato dal portale Ynet, il presidente statunitense Donald Trump avrebbe dato il via libera all’operazione militare, ritenendo con Gerusalemme che "Hamas non voglia un accordo". Un ulteriore segnale in questa direzione è arrivato dalla recente visita in Israele dell’inviato speciale della Casa Bianca, Steve Witkoff, culminata con un’intesa informale sulla necessità di un intervento risolutivo.

Il prossimo passo dovrebbe essere l’approvazione ufficiale del gabinetto di sicurezza, ma le pressioni politiche interne sono già alle stelle. Il fronte dell’estrema destra chiede la conquista integrale dell’enclave, evocando persino un reinsediamento simbolico a Gaza. Ma i vertici militari frenano: il capo di stato maggiore Eyal Zamir ha avvertito che una simile operazione richiederebbe “anni”. La replica dell’entourage di Netanyahu è stata brutale: “Se non gli va bene, si dimetta”.

Proprio mentre si accende lo scontro tra governo e militari, l’Idf ha annunciato la cancellazione dello stato d’emergenza bellica in vigore dal 7 ottobre. Una mossa che comporterà l’alleggerimento dell’esercito regolare e l’interruzione delle estensioni forzate del servizio di riserva.

Nel frattempo, l’opinione pubblica è scossa dai video di due ostaggi israeliani, Evyatar David e Rom Breslavski, mostrati visibilmente denutriti. La Croce Rossa e l’Oms hanno lanciato un appello urgente per il loro rilascio immediato e incondizionato, denunciando condizioni "disumane".

Anche sul fronte politico interno il clima è incandescente: il governo ha votato all’unanimità la rimozione della procuratrice generale Gali Baharav-Miara, ma la Corte Suprema ha immediatamente sospeso la decisione.





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