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Jet Usa abbattuto in Iran, tratto in salvo uno dei due piloti

Trump: "Con un po' più di tempo potremo riaprire lo stretto di Hormuz e farci una fortuna"

di Pierluigi Mandoi
3 apr 2026

È stato tratto in salvo uno dei due piloti del caccia americano abbattuto in mattinata di oggi 3 marzo sui cieli dell’Iran centrale. Lo riferiscono i media americani. Ancora in corso invece le operazioni di ricerca dell’altro membro dell’equipaggio, complicate dalle azioni di disturbo iraniane: anche l’esercito di Teheran infatti è alla sua ricerca, con lo scopo di catturarlo, e la televisione di Stato della Repubblica Islamica ha offerto una ricompensa ai cittadini che dovessero riuscire a consegnarlo alle autorità.

Si tratta in ogni caso di una nuova complicazione per l’operazione militare del presidente americano Donald Trump che oggi, dopo aver detto più volte nei giorni scorsi che la guerra durerà al massimo altre due o tre settimane, sembra aver cambiato ancora idea: “Con un po’ più di tempo”, ha affermato su Truth, “possiamo facilmente aprire lo Stretto di Hormuz, prendere il petrolio e farci una fortuna”. Il leader della Casa Bianca ha presentato al Congresso una richiesta di 1.500 miliardi di dollari in budget per la difesa, di cui 200 dedicati proprio alla guerra in Iran: è l’incremento più largo dalla Seconda Guerra Mondiale.

E l’8 aprile incontrerà a Washington il segretario generale della Nato, Mark Rutte, in visita negli Stati Uniti nel tentativo di smorzare le tensioni dopo le minacce del presidente di ritirarsi dall’Alleanza. Intanto, la situazione resta calda anche in Libano: nel sud del Paese tre caschi blu indonesiani della missione Unifil sono rimasti feriti dopo un’esplosione nella loro postazione. Due di loro sono in gravi condizioni, in corso le indagini per stabilire l’origine dello scoppio.







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