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L'Unione Europea riapre le frontiere, ma non agli Stati Uniti. In Italia resta la quarantena per gli arrivi

1 lug 2020
Aeroporto di Fiumicino
Aeroporto di Fiumicino

L'Ue riapre le sue frontiere. Ma non a tutto il mondo: per ora solo una lista di 15 Paesi potranno entrare nel vecchio continente, e tra questi restano fuori gli Stati Uniti. L'elenco comprende 15 paesi: Algeria, Australia, Canada, Georgia, Giappone, Montenegro, Marocco, Nuova Zelanda, Ruanda, Serbia, Corea del Sud, Thailandia, Tunisia, Uruguay e la Cina, soggetta alla conferma della reciprocità, dunque che ammetta sul suo suolo i viaggiatori provenienti dall'Ue. La lista verrà aggiornata ogni due settimane.

Rimane, al momento, chiusa la porte agli Stati Uniti alla luce dei record dei contagi registrati nel Paese negli ultimi giorni. Non senza scatenare l'ira di Trump che ora potrebbe anche far scattare la rappresaglia, chiudendo le frontiere a stelle e strisce agli europei o agendo sui dazi. L'Italia ha scelto la linea della massima prudenza, mantenendo in vigore l'isolamento fiduciario e la sorveglianza sanitaria per tutti i cittadini provenienti dai Paesi extra-Schengen. La misura si applica anche ai cittadini dei 14 Paesi individuati dall'Ue nella "lista verde", da e per i quali ci si può muovere liberamente da domani, riferisce il contenuto dell'Ordinanza firmata dal ministro Speranza.

Nel testo si aggiunge anche la comprovata ragione di studio ai motivi che consentono l'ingresso nel territorio italiano. "La situazione a livello globale resta molto complessa. Dobbiamo evitare che vengano vanificati i sacrifici degli italiani negli ultimi mesi", ha detto il ministro. Le altre motivazioni per l'arrivo in Italia sono comprovati motivi di lavoro, di salute o l'assoluta urgenza. Il via libera dell'Ue alla 'lista verde' è arrivato dopo una lunga maratona negoziale, trovando un equilibrio tra le esigenze sanitarie e quelle legate al turismo.

Per ora fuori, oltre a Usa, Russia e Brasile restano anche India e Israele.