In un’Europa segnata da nuove tensioni geopolitiche, la Croazia ha deciso di reintrodurre il servizio militare obbligatorio a partire da gennaio 2026, ponendo fine a quasi vent’anni di sistema su base volontaria. La legge, approvata venerdì dal Parlamento con 84 voti favorevoli, 11 contrari e 30 astensioni, prevede per i nuovi coscritti un addestramento militare di base della durata di due mesi.
I primi a essere chiamati saranno i nati nel 2007, che compiranno 18 anni nel 2025 e saranno convocati entro la fine dell’anno per le visite mediche di leva. Durante il periodo di formazione, i giovani riceveranno un compenso economico e potranno optare, in caso di obiezione di coscienza, per il servizio civile.
Il ministero della Difesa croato ha spiegato che l’obiettivo è “insegnare ai giovani competenze e conoscenze utili in situazioni di crisi, così da renderli capaci di contribuire alla sicurezza nazionale”. Una scelta che riflette la crescente preoccupazione in Europa orientale dopo l’invasione russa dell’Ucraina e le azioni ostili di Mosca nei confronti dei Paesi della NATO, di cui la Croazia è membro dal 2009.
Zagabria segue così l’esempio di altri governi europei che stanno rivalutando la coscrizione o potenziando i sistemi di difesa. In Germania è in discussione un disegno di legge per favorire il reclutamento volontario, in Francia Emmanuel Macron ha invitato i giovani a “rafforzare i ranghi dell’esercito”, mentre Belgio e Paesi Bassi stanno ampliando le proprie riserve militari.
Secondo il ministro croato della Difesa Ivan Anušić, un esercito preparato “è il modo più efficace per prevenire le guerre”. La leva era stata sospesa nel 2008.