ESTERI

Libia. 16mila sfollati, Onu: “Bombardare scuole è un crimine di guerra”

Danneggiate 8 ambulanze

Libia. 16mila sfollati, Onu: “Bombardare scuole è un crimine di guerra”.

È salito a 130 il numero dei morti (tra cui si registrano 35 bambini), i feriti sono 561. Lo riferisce l'Oms, mentre continua alle porte di Tripoli la guerra tra le forze fedeli al governo nazionale di Fayez al Sarraj e quelle di Khalifa Haftar. Il vicepremier del Qatar, Mohammmed Bin Abdulrahman Al Thani sarà a Roma domani pomeriggio per un incontro bilaterale con il premier Giuseppe Conte, che propone per l'Italia "un ruolo di facilitatore" nel processo di stabilizzazione e pacificazione.

Secondo l'OCHA, l'Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari umanitari, è salito a circa 16mila il numero degli sfollati dall'inizio degli scontri armati a Tripoli e dintorni. In un "aggiornamento flash", si precisa che sono oltre duemila le persone che hanno lasciato le proprie case solo nelle ultime 24 ore. Negli scontri - scrive l'Ocha - sono state danneggiate altre due ambulanze, portando ad otto il numero dei veicoli di soccorso danneggiati dall'inizio delle ostilità. Nella nota si sottolinea che "i partner umanitari forniscono assistenza laddove l'accesso lo consente", mettendo in risalto il fatto che "finora sono state raggiunte circa 4mila persone con una qualche forma di assistenza umanitaria".

Mentre l'Unsmil, la Missione di supporto dell'Onu in Libia, "avverte che il bombardamento di scuole, ospedali, ambulanze e aree civili è severamente proibito dal diritto internazionale umanitario". Con implicito riferimento a raid aerei delle forze del generale Khalifa Haftar, viene aggiunto in un tweet che "la missione sta monitorando e documentando tutti gli atti di guerra che violano questa legge al fine di informare il Consiglio di sicurezza e la Cpi", la Corte penale internazionale dell'Aja. Ieri una scuola elementare deserta è stata centrata da un raid aereo dell'aviazione di Haftar ad Ain Zara, a soli 15 km a sudest dal centro di Tripoli.

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